Le evasioni

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I sacri testi di scienza delle finanze ci dicono che l’evasione è di più tipi: la prima, la più grezza e primitiva, è quella -per esemplificare- del barista che non emette lo scontrino fiscale. La seconda che si chiama elusione fiscale invece è realizzata in modo formalmente legale che permette di aggirare la lettera, la ratio e lo scopo della norma fiscale. Il primo sistema è dimensionalmente molto più “piccolo” del secondo che fruisce spesso di operazioni internazionali e comunque ha bisogno di esperti fiscalisti per essere anche solo immaginato. Sul piano etico il primo è da ladri di polli mentre il secondo è da professionisti ed è usualmente pane quotidiano delle grandi imprese. Maestre in queste operazioni sono le big companies internazionali come quelle dell’informatica.

Aggirare scientemente una norma è certamente più riprovevole -se non ripugnante- del violarla apertamente. Pure esistono governi che aggirano apertamente la norma costituzionale per costringere la popolazione a comportamenti che non avrebbe assunti spontaneamente. Se poi questi governi non sono stati eletti si completa un quadro istituzionale inquietante: cosa è un governo non eletto che aggira la Costituzione sulla quale ha giurato se non un governo straniero? E a cosa serve la Costituzione se è possibile un simile comportamento? E se la Costituzione non riesce a garantire il corretto funzionamento della democrazia e delle Istituzioni preposte a difenderla che succede a noi cittadini?

Tutto ciò significa che il nuovo millennio ha portato oltre alla fine dell’economia come la conoscevamo anche la necessità di ripensare alle radici il significato e la fisiologia della nostra democrazia.

Ci sono voluti secoli per perfezionare un sistema di tale complessità e che chiamiamo democratico, ma oggi ci ritroviamo a scoprire che i principi e la lettera della Costituzione alle volte sembrano non esistere; e senza che i contrappesi previsti dall’ordinamento si muovano di un solo passo; sotto il fuoco concentrico delle tecnicalità, delle influenze esterne, delle emergenze di ogni tipo le garanzie costituzionali sembrano aggirate e rimandate sine die; ma se il sistema ormai fa acqua in questo modo quanto tempo avremo bisogno e quante nefandezze dovremo vedere e patire prima di ripensare un sistema di pari compiuta civiltà? Inoltre questa nuova modalità istituzionale che sembra aver sostituito la democrazia aggirando la lettera e l’animus della Costituzione si presenta come legittima ed è capace di distribuire vagonate di soldi stampati che sono legittimi e uguali a quelli che sono frutto di lavoro e sacrifici ma non hanno nulla di reale alle proprie spalle. Soldi che -pur assimilabili a quelli falsi- si vuole non escano più dai forzieri delle banche negando ai cittadini l’uso o la tesorizzazione del contante. Mentre milioni di risparmiatori che hanno creduto in un titolo azionario bancario si ritrovano senza neanche la carta con cui sarebbe fatta una azione!

Serve meditare.

Canio Trione

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