Ostuni: uccise il padre della fidanzata. 22enne condannato a ergastolo, genitori a 22 anni

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La Corte d’Assise di Brindisi ha condannato all’ergastolo Lorenzo Moro, 22 anni di Ostuni (Brindisi), finito sotto processo per l’omicidio del titolare di un bar della Città Bianca, Giuseppe Maldarella, 44 anni, avvenuto la sera del 13 luglio 2019. 

Condannati a 22 anni ciascuno, previo riconoscimento delle attenuanti generiche, il padre e la madre del ragazzo, Germano Domenico Moro, 45 anni e Cinzia D’Amico, 42 anni, per i quali la Corte ha disposto la misura della libertà vigilata per la durata di tre anni.

La sentenza è stata pronunciata oggi. La P.M. Livia Orlando, lo scorso 26 ottobre aveva chiesto la condanna al carcere a vita per tutti e tre.

Gli imputati, in concorso tra loro, erano accusati di aver ucciso con premeditazione, crudeltà e futili motivi, il commerciante con 28 coltellate.

La Corte presieduta da Genantonio Chiarelli ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione per il 22enne e non per i genitori. I giudici non hanno riconosciuto la crudeltà, mentre hanno confermato i futili motivi.

Nei confronti del 22enne, inoltre, la Corte ha disposto la pubblicazione della sentenza per estratto, mediante affissione, nei comuni di Brindisi e Ostuni e per 30 giorni sul sito internet del ministero della Giustizia.

Il movente è riconducibile a dissapori tra famiglie, legate alla frequentazione tra Lorenzo Moro e la figlia minorenne del titolare del bar. 

Stando alla ricostruzione, così com’è contestata nel capo d’imputazione, quella sera ci fu una lite scaturita dal fatto che la minorenne aveva lasciato la casa paterna per raggiungere il fidanzato. I genitori volevano che rientrasse. 

Da qui il diverbio sfociato nell’accoltellamento, avvenuto nei pressi dell’abitazione del fidanzato della figlia, nel corso del quale rimase ferita a un braccio la moglie del titolare del bar. 

Gli agenti del commissariato di polizia di Ostuni e della squadra mobile di Brindisi chiusero il caso in 24 ore.

La vedova del titolare del bar e i figli si sono costituiti parte civile nel processo.

Per la quantificazione dei danni ai fini del risarcimento, la Corte ha disposto il rinvio in sede civile. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni.

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