Sindacato della polizia: appello al presidente della Repubblica

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Il Libero Sindacato di Polizia – LI.SI.PO., Organizzazione Sindacale regolarmente costituita in Italia per fini di rappresentanza e difesa dei diritti dei lavoratori della Polizia di Stato, si appella al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per evidenziare presunte violazioni dei diritti umani, discriminazioni e vessazioni nei confronti dei Poliziotti che non ritengono di vaccinarsi contro il Covid-19.

“Inascoltata dalle Autorità Italiane, questa O.S. sente comunque di dover tentare un ulteriore accorato appello per scongiurare ciò che, a parere della scrivente, sembra contravvenire in primis ai principi fondamentali sanciti nella Dichiarazione Universale Dei Diritti Umani, oltre a rasentare una palese forzatura dell’Articolo 32 della Costituzione Italiana, in danno di chi, in grado di intendere e volere e quindi capace di autodeterminazioni, viene costretto a vaccinarsi dal 15 dicembre 2021, pena l’esclusione dal lavoro con conseguente la sospensione della remunerazione (oltre alla previsione di sanzioni amministrative e limitazione altri diritti di godimento della libertà individuale).

Il “vaccino anti Covid-19” che si sta somministrando, benché in fase sperimentale, prima su base volontaria, è stato reso obbligatorio per alcune categorie di lavoratori (tra cui i Poliziotti), nonostante sia comprovato che anche i vaccinati si contagino e possano contagiare altri, dando anche alle persone la falsa speranza di potersi aggregare senza ulteriori protezioni individuali, in virtù del possesso del “green pass”. 

Nei fatti, ciò che si inietta è un siero a MRNA un messaggero nell’RNA quale terapia genica di nuova generazione, di cui si ignorano effetti a lunga scadenza. 

Nel merito, sia chiaro che non si nega l’esistenza del virus Covid-19 e dei suoi dannosi effetti, ma a conferma di quanto asserito poc’anzi, ricordiamo il caso di un nostro collega del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati (RM), Massimo BIAZZETTI, di 59 anni, che nonostante avesse fatto entrambe le dosi di vaccino anti Covid-19, si è infettato e, dopo un breve periodo di ricovero nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale, è deceduto.

Tra l’altro, sembrerebbe si siano verificati casi di miocardite, pericardite e nefasti epiloghi correlati all’inoculazione.

Sono del tutto comprensibili e giustificabili le paure di chi non intende vaccinarsi laddove il rischio reale di danni irreversibili. Esistono, altresì, persone con patologie che il Servizio Sanitario Nazionale non riconosce idonee a giustificare l’esenzione dall’obbligo vaccinale, ma che se si vaccinassero verrebbero esposte a rischio di trombosi o altra insorgenza patologica anche grave. 

Queste sono reali situazioni che nessun medico si prende la briga di certificare, rimandando ad un rimbalzo di scarico di responsabilità tra medici di famiglia, ematologi, pneumatologi, cardiologi, angiologi ed altri specialisti che temono di andare contro le direttive del Ministero della Salute. 

Tanto premesso, pare del tutto discriminatoria e denigratoria l’imposizione del possesso del “certificato verde” (dal 6 dicembre u.s. “Super Green Pass” con ulteriori restringimenti delle libertà individuali) per poter svolgere la propria attività lavorativa ed esercitare i più basilari diritti”. 

E conclude “Quanto sopra esposto, il Libero Sindacato di Polizia – LI.SI.PO. fa appello al Suo autorevole supremo giudizio perché valuti se le azioni coercitive intraprese dalle Autorità Governative Italiane contravvengano o meno ai principi di libertà garantiti anche dalla Costituzione Italiana.

Voglia, altresì, valutare se siano comunque garantiti: il principio del nullum crimen sine lege; il diritto al rispetto della vita privata e familiare; le libertà di pensiero, di coscienza e di espressione; il divieto di discriminazione e il divieto di abuso dei diritti. 

Quest’Organizzazione Sindacale auspica vivamente Voglia adoperarsi per quanto in Suo potere, al fine di adottare eventuali provvedimenti sospensivi dell’obbligo vaccinale e del relativo green pass quale conditio sine qua non per l’esercizio dei fondamentali diritti umani”.

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