Covid, L’Abbate (M5S): “Prezzo imposto alle mascherine FFP2 genera distorsioni di mercato”

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“Alla luce delle nuove restrizioni messe in atto dal Governo per contrastare la pandemia, c’è la necessità di utilizzare le mascherine di tipo FFP2 nei luoghi chiusi obbligatoriamente o anche all’aperto. Introdurre un tetto al costo di questi dispositivi di protezione per tutelare le fasce più deboli della popolazione, dinanzi all’inevitabile aumento della richiesta, non eviterà distorsioni di mercato. Basterebbe, piuttosto, che lo Stato si prendesse carico di distribuire attraverso la rete di farmacie e parafarmacie le mascherine FFP2 alle famiglie più deboli individuandole attraverso il codice fiscale e acquistandole attraverso la centrale di acquisto Consip. Solo in questo modo non si distorcerebbe il mercato perché la concorrenza porterebbe comunque sia alla riduzione del prezzo delle mascherine per tutti e si andrebbe incontro alle famiglie maggiormente in difficoltà economica”. È l’appello che lancia su facebook al presidente Giuseppe Conte e ai vertici del MoVimento 5 Stelle (Riccardo Ricciardi, Alessandra Todde, Paola Taverna, Michele Gubitosa e Mario Turco) il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate.

“Quello in cui ci troviamo, infatti, è uno shock dal lato della domanda e cioè un aumento, concentrato in un breve periodo, della domanda di un prodotto: nel nostro caso le mascherine di tipo FFP2 – aggiunge – L’introduzione di un prezzo calmierato, però, non rappresenta una soluzione praticabile in quanto provocherebbe la rarità del bene, spostando più avanti il punto di equilibrio del mercato, generando così il panico tra i cittadini che non riuscirebbero a trovare sul mercato le mascherine”.

 

“Abbiamo già vissuto questa situazione quando il commissario all’emergenza Domenico Arcuri introdusse il prezzo calmierato di 0,50 euro alle mascherine chirurgiche – prosegue – ovvero le rese rare in quanto indisponibili e, quindi, introvabili per i cittadini. La maggiore richiesta di dispositivi non fece altro che far entrare nel mercato imprese più efficienti o rese più efficienti quelle che in prima battuta producevano ad un prezzo superiore a quello imposto, fino a trovare equilibrio di mercato. Che bisogno c’è – conclude L’Abbate – di creare il panico tra i cittadini, spostando in avanti di qualche mese il punto di equilibrio di mercato?”.

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