Ape sociale: cos’è, come funziona, requisiti

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L’Ape sociale, dove Ape sta per anticipo pensionistico, è un’indennità
erogata da parte dello Stato destinata a soggetti con 63 o più anni di età in
particolari condizioni di difficoltà, per esempio perché hanno svolto per anni
lavori gravosi o perché assistono un coniuge con una disabilità o ancora perché
si sono ritrovati disoccupati senza la possibilità di diventare a tutti gli
effetti pensionati per motivi di età, e quindi hanno necessità di un aiuto
economico prima di poter accedere alla pensione di anzianità, per accompagnarli
verso il ritiro dal mondo del lavoro in modo sereno. 
La misura dell’Ape sociale è stata introdotta nel
2017 ed è stata prorogata anche al 2022. 
L’Ape sociale spetta a quei lavoratori iscritti: all’Assicurazione generale obbligatoria dei dipendenti;  alle forme sostitutive della stessa; alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

È possibile ottenere l’Ape sociale se:

       
si è disoccupati in seguito a licenziamento,
dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale, scadenza del contratto a
termine. Importante però aver avuto almeno diciotto mesi di lavoro dipendente
nei trentasei mesi precedenti l’interruzione e aver concluso da almeno tre mesi
il periodo di disoccupazione spettante. Inoltre bisogna avere almeno trent’anni
di contributi versati.

       
Si assiste da almeno sei mesi un parente
convivente di primo grado o il coniuge con un handicap grave, oppure un parente
di secondo grado convivente “qualora i genitori o il coniuge della persona con
handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure
siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e
sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni”, si legge
nella pagina Inps dedicata alla misura;

       
Si ha una ridotta capacità lavorativa a causa di
invalidità civile, riconosciuta dalle commissioni esaminatrici in materia,
uguale o maggiore al 74 per cento, con contributi versati per trent’anni;

       
Si lavora come dipendenti in possesso di
trentasei o più anni di contributi e, da almeno sette anni nell’ultimo
decennio o almeno sei anni negli ultimi sette anni, si ricopra uno di questi
ruoli considerati “gravosi”:

Lavoratore dell’industria estrattiva, Operaio edili, Operaio
del settore siderurgico, Lavoratore del vetro, 
conducente di gru, conciatore (lavoratore con pelli e
pellicce);personale ferroviario viaggiante e conducenti dei treni, camionista, infermiere
o specializzato in ostetricia, assistente di persone non autosufficienti, i
nsegnante di scuola dell’infanzia o educatori del
nido, facchino o operaio impiegato nello spostamento di materiali, operatore
ecologico, agricoltore o operaio nel settore zootecnico,pescatore, personale
marittimo di bordo, magazzinieri. Per le donne che hanno figli non
servono trentasei mesi di contributi, questi infatti vengono ridotti di dodici
mesi per ogni figlio, ma solo fino a un massimo di ventiquattro mesi detratti.

Dopo aver presentato la domanda per l’Ape sociale, il
sussidio decorrerà dal primo giorno del mese seguente, sempre che tutti i
requisiti siano congrui alle disposizioni di legge. Per questo è importante
prima avanzare l’istanza per ottenere la certificazione relativa a tali
requisiti.

Il denaro viene erogato ogni mese per dodici
mensilità all’anno, fino al momento in cui per legge si potrà ottenere la
pensione di anzianità.

Se il titolare dell’Ape sociale muore, l’erogazione
del sussidio si interrompe e non vi è possibilità di reversibilità.

In sintesi, i requisiti necessari per poter ricevere
l’indennità prevista dall’Ape sociale sono: 
Avere almeno 63 anni;  Possedere almeno 30 anni di contributi oppure, nel
caso di lavoratori occupati in attività gravose, avere almeno 36 anni di
anzianità contributiva. Per le donne con figli è prevista una riduzione dei
contributi minimi richiesti di dodici mesi per ogni figlio, fino a ventiquattro
mesi; 
Non disporre di alcuna pensione;  Aver interrotto la propria attività lavorativa, sia in
Italia che eventualmente all’estero; 
 Non ricevere la disoccupazione.

Se si lavora con contratti da dipendente o
parasubordinato, il sussidio fornito dall’Ape sociale può essere richiesto e
ottenuto solo se il reddito non supera gli 8.000 euro lordi all’anno. Se si è
autonomi, il tetto scende a 4.800 euro lordi all’anno. Se si supera tale tetto,
decade la possibilità di ricevere l’Ape sociale. Ma non solo: quanto si è
ricevuto nel corso dello stesso anno va restituito e verrà recuperato da Inps.

Franco Marella


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