Lopalco: “serve una seria sforbiciata alle regole, fermare l’epidemia di tamponite”

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“E’ il momento di dare una seria sforbiciata alle regole con le quali abbiamo fino ad oggi gestito la pandemia” di Covid-19 e di fermare l’ “epidemia di tamponite”. E’ l’invito di Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all’Università del Salento, mentre è partito il confronto tra ministero della Salute e Regioni sulla possibilità di rivedere le norme attuali.

L’epidemiologo s’interroga sulla reale necessità di “accanirsi” sui “portatori asintomatici” di Sars-CoV-2, auspicando “meno tamponi e più prescrizioni al cittadino che deve finalmente sentirsi investito da una responsabilità personale, nel caso in cui sia stato a contatto con un positivo o abbia scoperto per caso di essere portatore del virus”. L’esperto affida le sue riflessioni a un post su Facebook.

“Quello del portatore è un mestiere nobile – esordisce -. In epidemiologia il portatore di un virus è colui che si è infettato, alberga il virus e può anche trasmetterlo più o meno a sua insaputa”. E se “detta così la figura del portatore potrebbe sembrare una minaccia insidiosa alla salute pubblica, in realtà rappresenta l’esempio concreto della famosa convivenza con il virus”.

“Effettivamente – osserva Lopalco – in piena fase pandemica scovare ed isolare i portatori asintomatici è centrale per il controllo della diffusione. Hanno quindi molto senso lo screening esteso ed il contact tracing per identificare e bloccare lo sviluppo dei focolai. Ma siamo sicuri che in questa fase la ricerca spasmodica dei portatori asintomatici sia effettivamente produttiva?”, chiede l’ex assessore alla Sanità della Puglia, avvertendo che le regole di oggi stanno creando “confusione, assenteismo e disagi” tra i cittadini, nonché “frustrazione” tra gli operatori sanitari.

Nel parlare della nuova fase in cui ci troviamo, Lopalco intende “un momento della pandemia in cui la quota di individui completamente o parzialmente protetti rappresenta almeno il 90% della popolazione: mi riferisco – puntualizza – a chi ha fatto tre dosi di vaccino, sommati alla più variegata combinazione di una/due dosi di vaccino più una o più infezioni da Sars-CoV-2. In questa popolazione il portatore asintomatico non necessariamente rappresenta una iattura”, ammonisce l’epidemiologo.

“Un’infezione lieve o totalmente asintomatica in un individuo parzialmente protetto sostituisce in effetti un richiamo vaccinale”, evidenzia.  – Allora “perché accanirsi dunque su portatori asintomatici accertati o potenziali, con un inferno di dispositivi di isolamento, quarantene, certificati e tamponi di uscita?”, domanda l’esperto.

“Le regole attuali – rileva testualmente – stanno creando confusione, assenteismo ingiustificato dal lavoro e disagi al cittadino alla spasmodica ricerca di un salvifico tampone. Per non parlare della enorme frustrazione negli operatori sanitari che, nonostante il lavoraccio che fanno ormai da 2 anni, devono per giunta sentirsi dire che il tracciamento è saltato (come se il tracciamento servisse a qualcosa in questa fase) o che tengono prigionieri in casa cittadini in buona salute”.

“Riabilitiamo i portatori, responsabilizziamoli nel loro ruolo epidemiologico di equilibrio fra virus ed ospite e poniamo fine all’epidemia di tamponite”, esorta il docente.

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