COSE DA PAZZI FRA GLI ORGANI DI STATO

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Siamo alle comiche: sembra una telenovela.
Per capire cosa stia accadendo, è necessaria una carrellata esplicativa e necessariamente stringata che, comunque, farà bene al cittadino inconsapevole.
Il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) è un organo di giurisdizione amministrativa che dovrebbe risolvere contenziosi fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione.
Le sue sentenze sono appellabili dinanzi al Consiglio di Stato che è un organo di rilievo costituzionale con la funzione di supremo organo di consulenza giuridico-amministrativa del Governo, delle Camere e delle Regioni, e di ultima istanza nel contenzioso fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione.
La Corte Suprema di Cassazione è il giudice di ultima istanza in relazione alle sentenze emesse dalla magistratura ordinaria.
Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) è un organo di rilievo costituzionale: è il governo autonomo della magistratura ordinaria cui compete, esprimendoci con semplicità, la gestione del personale, fra cui le nomine dei Magistrati a ruoli specifici.
È accaduto che il CSM, nel luglio 2019, aveva nominato Pietro Curzio come Primo presidente della Suprema Corte e Margherita Cassano come sua vice, preferendo questi magistrati al candidato Angelo Spirito.
Quest’ultimo, sentendosi defraudato, ha fatto ricorso al Tar che ha dato ragione al CSM; allora il magistrato si è appellato al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR.
Ma perché Angelo Spirito si sente defraudato rispetto a Curzio e Cassano?

Ecco, in sintesi le motivazioni:

Anzianità: Curzio era in Cassazione da 12 anni, Spirito da 25.
Produzione: Curzio aveva scritto 71 sentenze, Spirito 172.
Esperienza: Curzio faceva parte delle Sezioni Unite da oltre 4 anni, Spirito da oltre 10.

Fatto sta che il Consiglio di Stato ha annullato, con due atti distinti e quasi uguali, le nomine fatte dal CSM, del presidente e del vice della Corte Suprema di Cassazione, per difetto di motivazione e illegittimità.

Tutto ciò a pochi giorni dalla inaugurazione dell’anno giudiziario (il 21 gennaio 2022) alla presenza del Presidente della Repubblica: è prassi che lì il gioco lo conduca il Presidente di Cassazione la cui relazione è centrale.

Ma quello che lascia perplessi sono i dispositivi delle sentenze (quasi del tutto uguali) del Consiglio di Stato che stralciamo, nella speranza di non saltare passaggi fondamentali.
Praticamente, il Consiglio di Stato ha accusato il CSM di superficialità avendo valutato un curriculum operativo, concreto e certificato, inferiore a criteri attitudinali discrezionali, per giunta, non adeguatamente motivati.
Ecco i dispositivi, come dal sito della Giustizia Amministrativa:

“È illegittima la nomina del Presidente della Corte di cassazione per carenza di motivazione, particolarmente necessaria a fronte, rispetto all’altro candidato, di una minore anzianità all’interno della Cassazione (venticinque anni contro i cinque di Curzio) e di un numero minore di sentenze depositate … restando … piena (ed esclusiva) la discrezionalità delle valutazioni di merito … del CSM (ndr).

“Per conseguenza il Testo unico non reca norme, cioè regole di diritto, ma solo pone criteri per un “futuro e coerente esercizio della discrezionalità valutativa” dell’organo di governo autonomo … Ove ciò non avvenga, si manifesta un uso indebito e distorto di quel potere valutativo, vale a dire ricorre un eventuale vizio di eccesso di potere, non già di violazione di legge… Il che … impone … l’onere di una particolare e adeguata motivazione …”.

Apriti cielo! Immediatamente sono partiti pettegolezzi e basse insinuazioni alle quali siamo così abituati in Italia tanto da non farci più caso: il candidato Angelo Spirito, nel 2018, ha superato il concorso d’ingresso nel Consiglio di Stato (prove scritte e orali!) essendo stato esaminato da una commissione esaminatrice di cui Alberto Urso era membro. E chi è Alberto Urso?
L’estensore delle sentenze del Consiglio di Stato! Ahi Ahi!

Si sparge il veleno di “scambio di favori”.
Ma che succede in quel loro mondo, dove tutti si conoscono e dovrebbero servire la Giustizia, ma sono l’uno contro l’altro armati?
Infatti, allo schiaffo, il plenum CSM risponderà, ignorando le sentenze del Consiglio di Stato, il giorno prima della inaugurazione dell’anno giudiziario, rinominando Curzio e la Cassano.

È una sorta di difesa delle istituzioni o una ripicca a chi è più forte e importante?

Giunge, sconsolato, il commento di Enrico Costa, ex sottosegretario alla Giustizia: “Il rispetto delle regole non interessa a nessuno”.

Ma non siamo nel Santuario della Giustizia Italiana?

Antonio Vox, Presidente “Sistema Paese – Economia Reale & Società Civile”

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