Minori Puglia, protocollo inclusione per giovani a rischio emarginazione

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“Favorire nuove opportunità di crescita per i giovani a rischio emarginazione sociale, culturale e formativa, attraverso progetti personalizzati di inclusione sociale attiva che contribuiscano al potenziamento delle loro capacità per aumentare le possibilità di trovare occupazione”. Così, l’assessore regionale al Welfare Rosa Barone spiega l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato tra la Regione Puglia e il centro per la giustizia minorile per la Puglia e la Basilicata che intende realizzare interventi di inclusione sociale attiva rivolti a minori e giovani in età da lavoro, sottoposti a provvedimenti penali dell’autorità giudiziaria minorile. L’investimento ammonta a 1,5 milioni di euro.

“Ogni ragazzo – aggiunge – avrà un percorso personalizzato, costruito sulle sue caratteristiche e peculiarità. La disoccupazione e la marginalizzazione sono terreno fertile per la criminalità organizzata: per contrastarla è necessario che i ragazzi capiscano che ci sono alternative e vengano accompagnati in percorsi che facilitino il loro ingresso nel mercato del lavoro”.

“I destinatari del protocollo – ha dichiarato la direttrice del dipartimento regionale al Welfare Valentina Romanosono i giovani che hanno assolto l’obbligo scolastico, di età non superiore ai 25 anni, sottoposti a provvedimenti penali individuati dal Centro per la giustizia minorile della Puglia”. In Puglia ci sono 1800 ragazzi in carico agli uffici di servizio sociale, di cui circa 400 sono inseriti in programmi di messa alla prova.

Tra le iniziative previste ci sono tirocini per l’inclusione sociale e/o forme similari, corsi di formazione, la partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di un lavoro; percorsi di ri-abilitazione sociale dei giovani dell’area del disagio, partecipazione ad attività culturali in una prospettiva di cittadinanza attiva e solidale. I giovani che aderiranno al progetto riceveranno un’indennità economica. Si tratta di “replicare il modello del reddito di dignità attraverso un modello sperimentale di azioni innovative di affiancamento e supporto ai minori e giovani in età da lavoro sottoposti a provvedimenti giudiziari”.

“La politica della giustizia minorile nel distretto della Puglia – ha chiarito il dirigente del Centro per la giustizia minorile per la Puglia e la Basilicata Giuseppe Centomaniha dimostrato, negli ultimi anni, la necessità di riqualificare i propri modelli di intervento con i giovani dell’area penale. Il protocollo si propone, pertanto, non di insegnare semplicemente un lavoro, ma di trasformare questi giovani in veri e propri cittadini e lavoratori”.

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