Droga e contatti clan mafioso, questore dispone chiusura bar a Mesagne

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 Chiusura di un bar a Mesagne  per 30 giorni. Lo ha disposto, con ordinanza, il questore di Brindisi, Ferdinando Rossi, dopo l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, chiamata Fire, che lo scorso 31 gennaio ha portato all’esecuzione di 11 arresti. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga. 

Il provvedimento del questore è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di San Vito dei Normanni, unitamente al personale del Commissariato di Mesagne. Secondo l’accusa, il sodalizio sarebbe stato vicino a elementi di vertice della Sacra Corona Unita, l’associazione di stampo mafioso attiva nella provincia brindisina, e in particolare con uno degli esponenti, ritornato in libertà dopo la condanna definitiva per omicidio. “Le indagini hanno accertato che il bar era diventato luogo per l’acquisto e la successiva consumazione di sostanze stupefacenti, abituale ritrovo di pregiudicati, nonché luogo di contatto tra soggetti dediti allo spaccio e assuntori, costituendo pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica per la città di Mesagne”, spiegano gli investigatori in una nota.

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