UN DE PROFUNDIS PER IL M5S

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E facciamolo questo de profundis per il Movimento 5 Stelle.
Partiamo dalla selezione di quelli che, prima, chiamavano “portavoce” ed ora pretendono e litigano (Morra docet anche se non più nel movimento) se gli altri non sanno chi loro sono.
Piacere! Onorevole Trombetta!
Questi personaggi, spesso senza arte né parte, sono stati votati con le “Parlamentarie”, una specie di casinò virtuale dove, tirando la manovella della slot machine, in molti si sono ritrovati in Parlamento.
“Salga a bordo, cazzo!” non era solo l’esclamazione che il Comandante De Falco proferiva a Schettino ma anche quella che Grillo ingiungeva a De Falco. Ovviamente Grillo nelle vesti di Schettino.
Tanti si ritrovarono miracolati, con un reddito, da zero a mille, diecimila, al mese e passarono dalle stalle alle 5 stelle.
Lo scopo? Aprire i palazzi romani come scatolette di sardine. Andate a male evidentemente. Non sono divenute sardine perché, quelle, erano già uno spazio politico riservato agli intelligenti asintomatici bolognesi.
Loro, i nostri 5 stelle, preferirono fare i tonni pinne giallo-rosse, con scadenza marzo 2023 e da consumarsi preferibilmente dopo il 24 settembre 2022, quando riceveranno vitalizio meritatissimo.
E le tante battaglie? Facciamo un riepilogo tutto pugliese.
Partiamo dalla fine: No con Emiliano. Bhè, si con Emiliano. Specie se questo porta in dote l’assessorato e l’abbonamento alla pescheria d’elettori del welfare.
No all’Ilva! Chiudiamola! Ma lasciamo la porta socchiusa, magari verrà qualche rappresentante e ci farà cambiare il contratto, dal carbone al gas. Un affare, è evidente.
Soprattutto le ultime parole famose di menti già rivolte al Governo come Di Battista o la Lezzi: NO alla Tap, NO alla TAV, forse si al Tip Tap quando riapriremo le discoteche. Ma anche prima.
Non sia mai che la bolletta del gas diventi esosa per i pugliesi e l’Italia senza il tubo che entra dal tacco. Come dite? Il gas è aumentato del 55%? Quisquilie, pinzillacchere di chi vuole male al movimento, guidato dal corregionale Conte. Ah, non è più guidato da Conte perché il Tribunale di Napoli l’ha defenestrato? Bho, che volete che vi dica: è un mondo difficile.
Però una cosa è certa: il M5S non si affiancherà mai ad indagati. Forse. Ma sicuro SI ai condannati come lo stesso Padre Nobile Grillo, che ha appena detto d’essere utilizzato come un profilattico da parte dei sui discepoli “a protezione del movimento”. Quindi, si suppone che il capo sia un membro in piedi. Figuriamoci i discepoli sotto.
In fondo, l’equivoco è proprio questo. Nati per mandare a quel famoso paese del fondoschiena, si sono guardati allo specchio continuando a proferire la parolina magica anche ai propri ideali.
E questo è visibile: troppo per non immaginare la fine di questo esperimento politico.

GIAMPAOLO SANTORO

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