Brindisi, ambientalisti a Draghi: “Ok a deposito gnl compromette il porto”

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“Il porto delle nebbie e delle prevaricazioni. Si dà il via a decisioni inaccettabili che compromettono il futuro del porto”. Le associazioni ambientaliste di Brindisi hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ai ministri della Transizione ecologica Roberto Cingolani e alle Infrastrutture Enrico Giovannini, per esprimere la propria contrarietà al deposito di Gnl nel porto della città, proposto da Edison spa. Copia della lettera – di cui LaPresse ha preso visione – è stata mandata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e al sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi.

“Abbiamo più volte evidenziato che scientemente per il deposito costiero di Gnl a costa Morena si è voluto evitare l’obbligo di Via (valutazione di impatto ambientale) che scatta quando lo stoccaggio è dai 20mila metri cubi in su (nel caso specifico sono dichiarati 19.950 metri cubi“, si legge nella lettera scritta da Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Italia Nostra, Isde Brindisi Legambiente, Wwf e Salute Pubblica.“Abbiamo più volte chiesto uno studio di fattibilità che esaminasse le diverse opzioni e i diversi siti, per giungere a una scelta condivisa da sottoporre a Via o all’opzione zero. Abbiamo più volte evidenziato il palese contrasto dell’impianto nel sito prescelto (Costa Morena) e del vincolo su 300 m di banchina con il traffico merci, la linea ferroviaria appena ultimata e con la stessa funzionalità del porto”, hanno ricordato.

“Il ministro per la Transizione Ecologica ha rilasciato il parere favorevole indipendentemente da quelli espressi dalle istituzioni regionale, provinciale e comunale e soprattutto dal parere espresso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, aprendo la strada per l’autorizzazione da parte del ministro per lo sviluppo economico. Non siamo affatto meravigliati, visto che lo stesso ministero ha emesso il decreto di autorizzazione delle opere portuali, senza avere una caratterizzazione dei sedimenti da dragare prelevati in contraddittorio con l’Arpa (Agenzia per la protezione ambientale) e da questa certificati e senza alcun rispetto per i giudizi sull’impatto paesaggistico e sui gravi rischi concernenti la presenza di reperti archeologici”, si legge nella lettera.  “Non ci sorprende anche perché lo stesso ministero per la Transizione Ecologica stia portando avanti il processo di autorizzazione della nuova centrale Enel a turbogas, pur in presenza dei tanti gravi rilievi evidenziati sull’impianto proposto perfino dalla stessa commissione Via. Ci sconcerta che si preferiscono agevolare gli interessi di una singola azienda al posto di quelli generali del territorio e della portualità dimostrando di non possedere una visione prospettica come richiederebbe il momento particolarmente difficile”, hanno scritto.

“Siamo purtroppo abituati alle prevaricazioni rispetto alla ovvia rivendicazione del territorio di determinare il proprio futuro e ribadiamo il pieno sostegno a quanti vorranno, in tutte le sedi opportune, opporsi a scelte calate dall’alto e giuridicamente molto nebulose come il futuro che si prospetta per il porto“, hanno concluso.

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