Energia. Cna di Brindisi: no alla centrale a turbogas di Cerano, persi investimenti per 800 milioni

91 Visite

“La decisione di Terna di evidenziare che il sistema elettrico della macro-area di Brindisi non ha attualmente necessità di ulteriore capacità a gas pone una pietra tombale sul progetto Enel di realizzare una centrale a turbogas al posto dell’attuale centrale termoelettrica di Cerano. E questo comporta la perdita di posti lavoro e investimento per 800 milioni di euro”. Lo dice il presidente della Cna di Brindisi, Franco Gentile, a proposito del futuro della centrale Enel di Cerano (Brindisi).

“Inizialmente Enel aveva annunciato la costruzione di due gruppi a turbogas, per poi ridimensionare l’investimento a un solo impianto. Ed è proprio in riferimento a quest’ultimo che aveva candidato Brindisi nell’ambito dell’asta della capacità, strumento previsto dal Piano nazionale integrato Energia e Clima”, ricorda Gentile.

“La decisione spazza via nuovi investimenti che per il nostro sito avrebbero certamente raggiunto una somma non inferiore a 800 milioni di euro. È un danno gravissimo per il territorio brindisino, già così duramente colpito dalla crisi di settori vitali come quelli aeronautico e metalmeccanico. Le conseguenze della chiusura della centrale di Cerano nel 2025, se non almeno in parte compensate dalla realizzazione del nuovo gruppo a turbogas, saranno devastanti”, sottolinea. “È auspicabile che nessuno consideri compensativi gli investimenti riguardanti le fonti rinnovabili. Brindisi, infatti, è alla disperata ricerca di valore aggiunto” in termini occupazionali e di nuovi investimenti e non si può continuare a far finta di poter tenere la situazione sotto controllo pur in presenza di eventi drammatici sul piano sociale ed economico. La realtà è che, in questa come in tante recenti occasioni, il Governo, sia nazionale che regionale, appaiono anni-luce lontani dai reali bisogni del nostro territorio che rischia di diventare residuale anche nell’ambito degli interessi di grandi player come l’Enel”, va avanti.

“Un motivo in più perché si insedi immediatamente presso il ministero dello Sviluppo Economico un tavolo di crisi industriale complessa, come già fatto per altre aree, che veda alla testa sindaco e presidente della Provincia e che si ponga come obiettivo immediato e prioritario il coinvolgimento della presidenza del Consiglio e di ogni altro ministero direttamente interessato nelle scelte energetiche nazionali e, più in generale, nei processi di salvataggio di aree del paese in cui si prospettano – come per Brindisi – preoccupanti cadute economiche ed occupazionali”, conclude il presidente della Cna di Brindisi, Franco Gentile.

Promo