A Brindisi centrale di carbone in funzione, ma il sindaco avverte: “Stop 2025 da rispettare”

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 “La centrale a carbone di Brindisi non è chiusa, è attualmente aperta e ha un fine vita nel 2025. La frase di Draghi, almeno immagino, quando parla di ‘riaprire’ le centrali, si riferisce a quelle chiuse. Ce ne saranno altre in Italia. Il processo è legato al termine del 2025 e noi riteniamo che quest’impegno debba essere rispettato e l’obiettivo mantenuto”. Lo afferma, parlando con l’Adnkronos, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, a proposito dell’ipotesi di riapertura delle centrali a carbone italiane avanzata ieri dal premier Mario Draghi in Parlamento, dove ha riferito sulla guerra in Ucraina e sulle prospettive e strategie future di approvvigionamento di energia.

La contingenza attuale è un discorso – aggiunge il primo cittadino – ma sono altre le centrali in Italia interessate alla riapertura, quella di Brindisi sta ancora producendo con il carbone“, aggiunge. “Sul tema energia io penso che invece l’obiettivo sia quello di velocizzare tutte le autorizzazioni per le rinnovabili. Questo è il vero tema. Pensare di estrarre gas nell’Adriatico – continua Rossi – significa rispondere a una contingenza di oggi con qualcosa che produrrà energia fra cinque anni e quindi significa non dare nessuna risposta concreta. Non è una risposta concreta pensare a ulteriori estrazioni di gas o nuovi gasdotti o altre idee che riguarderanno il futuro. E parliamo di anni. Allora questi anni – sottolinea il sindaco – forse è bene impiegarli per le rinnovabili che sono l’unica vera fonte che ci dà una sicurezza energetica indipendente dagli altri Stati”. Proprio nei giorni scorsi Enel ha annunciato che le centrali di Civitavecchia e Brindisi non verranno riconvertite a gas.

“Sì, è proprio così – spiega il sindaco Rossi – perché Terna, per la centrale di Brindisi non ha ritenuto necessario aprire l’asta del capacity market, cioè ha stabilito che nel nodo di BRINDISI, in questa zona, si può garantire la stabilità del sistema elettrico senza la centrale a gas. E’ un fatto molto tecnico – precisa – che ha dei risvolti sicuramente. Però bisogna prenderne atto visto che è un dato di fatto. Anche perché, se il tema è ‘quanto costa produrre energia elettrica con il gas’, come si può pensare di dare una risposta visto che non ne abbiamo direttamente a disposizione?”.

Come evidenzia il sindaco ”quello di Tap già arriva e si può utilizzare, è evidente. A me sembra che ci siano molte contraddizioni”. Per esempio sull’altro gasdotto programmato, quello noto come Poseidon (con gas proveniente dal medio Oriente nelle acque tra Cipro e Israele), “al di là della discussione su favorevoli o sfavorevoli, di quanti anni stiamo parlando? Consideriamo che deve essere interamente implementato e realizzato. Se diciamo che dobbiamo estrarre il gas nell’Adriatico, a cui personalmente e francamente sono contrario, ma, al di là di questo, mettendo da parte questa discussione, quanti anni occorrono? Vogliamo impiegare questi anni per rincorrere i fossili o per le rinnovabili?

A proposito delle rinnovabili è stato avanzato recentemente un progetto (Kaila Energia) di numerosi impianti eolici off-shore proprio di fronte alle coste di Brindisi da parte di Falck Renewables e BlueFloat Energy. Un altro progetto analogo delle stesse società riguarda sempre l’area marina più a sud di fronte alle coste della provincia di Lecce. “Noi siamo favorevoli – spiega Rossi – perché l’impianto è con tecnologia nuova, quella delle piattaforme galleggianti, e prevede che l’installazione delle pale sia ad almeno 10 chilometri dalla costa. L’impatto paesaggistico sicuramente c’è ma è molto ridotto nel senso che la percezione, lontano dalla costa, è abbastanza piccola. Poi comunque da una parte dobbiamo iniziare. Noi non vogliamo il carbone perché fa male alla salute e al clima, a questo punto bisogna convertirsi sulle rinnovabili e le rinnovabili. Hanno qualche aspetto di criticità ma, a mio avviso in questo caso, sostenibile. Siamo favorevoli – continua – anche perché la realizzazione ha anche un alto contenuto di lavoro: si parla di 1.500 addetti per la realizzazione del campo. Quindi una ricaduta economica, sociale, occupazionale importante“.

Nel campo in relazione all’area di competenza di Brindisi sono previste in tutto 80 pale eoliche galleggianti.

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