Sanità, la denuncia: la prima visita cardiologica? Solo ad ottobre del 2023 

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“Dalla scorsa estate infatti, stanno ricevendo numerose chiamate riguardo la lista d’attesa delle prime visite cardiologiche”. Lo riferisce il Comitato dei Genitori Bambini Cardiopatici delle Torrette di Ancona nato all’interno dell’Associazione Odv “Un battito di ali”, che ha chiesto un incontro con il presidente della Regione Marche.

“Un primo appuntamento – spiega la presidente della associazione – presso gli ambulatori del Salesi viene programmato a ottobre 2023. E’ una cosa assurda”. Per questo “abbiamo scritto diverse email non solo al presidente Acquaroli, all’assessore Filippo Saltamartini e alla consigliera Elena Leonardi“.

“Le famiglie marchigiane e non solo, sono costrette a fare le prime visite altrove, – aggiunge – abbiamo ricevuto segnalazioni di genitori che spinti dalla paura di una probabile diagnosi di cardiopatia, hanno portato i loro bambini in EmiliaRomagna o nel Lazio! Vi rendete conto che enorme disagio spostare un bambino di pochi mesi o addirittura di poche settimane per una prima visita cardiologica che potrebbe essere fatta comodamente al Salesi?”. “La maggior parte delle cardiopatie infatti, per fortuna, grazie alle nuove tecnologie, vengono diagnosticate sin dai primissimi giorni di vita del bambino e – prosegue – grazie alla diagnosi prenatale ora è possibile identificare la cardiopatia del nascituro già dal grembo materno e questo permette ai neo genitori di poter intervenire subito e dare una chance in più al proprio bambino”.

“Il centro di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica e congenita degli Ospedali Riuniti di Ancona ricorda il Comitato Genitori – è classificato al quarto posto in Europa per l’eccellenza delle cure e per il bassissimo tasso di mortalità (0,4%). La stampa ha raccontato i successi e gli innumerevoli traguardi raggiunti dell’equipe del dott. Marco Pozzi in questi anni: dal 2008 infatti, il primario di Torrette, opera tra i 250 e 300 bambini all’anno che provengono non solo dalle Marche, ma dall’Abruzzo, dall’Umbria dalla Puglia, dalla Liguria, dalla Campania e da oltre il Mediterraneo“. “Se i bambini marchigiani sono costretti a essere visitati fuori dalla nostra regione, – chiede – non è una perdita anche di denaro per le casse regionali? Perché un reparto di eccellenza non desta nessun tipo di interesse a livello regionale?”.

“E’ ora di prendere provvedimenti perché non si tratta più solamente di bambini cardiopatici, – conclude – ma di tutte le famiglie che hanno bisogno di sapere se il proprio figlio ha o non ha una cardiopatia, perché se per una semplice visita cardiologica le famiglie sono costrette addirittura a cambiare regione …come possono andare bene le cose”.

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