Brindisi, sindaco Rossi: “Già 31 anni fa la città accolse albanesi, oggi gli ucraini”

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Oggi ricorre l’anniversario dell’esodo albanese a Brindisi e proprio oggi, mentre siamo a fare memoria di quella accoglienza straordinaria che la città mise in piedi, una ragazza ucraina inizia il suo primo giorno di scuola in questo liceo, dopo essere stata accolta con i suoi fratelli da una famiglia brindisina. L’umanità della nostra città si ripete”. Così il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, a margine dell’incontro nel liceo Palumbo della città in occasione del 31esimo anniversario dell’esodo albanese.

Il 7 marzo di 31 anni fa vivevamo in una società differente e l’appello del sindaco di allora, Giuseppe Marchionna, rivolto alla cittadinanza, ‘non abbiate paura’, fece breccia nei cuori di tutti, le porte delle case si aprirono e i cittadini sopperirono al vuoto lasciato dallo Stato“, aggiunge Rossi, “negli ultimi decenni la paura, la diffidenza e l’odio sociale sono stati nutriti in maniera strategica, ma ancora oggi la solidarietà è l’arma più forte contro le ingiustizie e la follia della guerra. Ringrazio la famiglia brindisina che sta ospitando i fratelli ucraini, i nuovi compagni di classe per la calorosa accoglienza, la dirigente del liceo Palumbo che con il Comitato storie di casa mia porta avanti la memoria dell’esodo albanese nella città di Brindisi. In questi giorni stiamo lavorando con la prefettura per destinare gli spazi del Comune alle famiglie ucraine che arriveranno“, prosegue Rossi, “Brindisi sarà sempre città accogliente insieme alle persone che si dichiareranno disponibili a ospitare nelle proprie case”.

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