Lavoro. Mesagne, in stato di agitazione i lavoratori del sito di distribuzione Ferrero

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«Stato di agitazione di tutto il personale e lo sciopero in tutti i siti, di due ore a fine turno, venerdì per dare sostegno ai lavoratori del sito produttivo di gestione logistica di Mesagne, alle loro richieste ed a quelle del sindacato per un tavolo negoziale, affinché l’azienda rispetti le procedure e le relazioni industriali».

Ad annunciarlo sono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti nazionali dopo la decisione di Ferrero e della società di logistica Stef Italia di chiudere il sito di distribuzione e immagazzinamento di prodotti alimentari a temperatura controllata del Brindisino. I sindacati denunciano che «continua una perversa e devastante ristrutturazione ad opera di grandi gruppi con bilanci perfettamente in utile, pur non avendo crisi di mercato nel settore dei prodotti alimentari».

Per le organizzazioni sindacali «è grave il rimbalzo di responsabilità sul mancato rinnovo del contratto da parte di Ferrero, che pure aveva siglato un accordo di cessione di ramo di azienda a favore di Stef. Si chiude Mesagne e si affida sulla scorta del massimo ribasso il contratto ad una non meglio precisata azienda del settore che non sappiamo quale contratto di lavoro applichi e che a sua volta affida in subappalto ad altri soggetti l’attività di logistica. Ad aggravare la situazione ci pensa Stef che, mentre sono in corso le trattative con la Regione Puglia, mette in pratica con atto unilaterale il trasferimento di 11 lavoratori a Cesena ed in altri territori del nord, a circa 700 chilometri di distanza da Mesagne, trattandoli come merce da movimentare. Un atto che, a nostro parere, equivale ad aprire la strada del licenziamento e conseguentemente all’ennesima crisi sociale, in un territorio del mezzogiorno già duramente colpito».

«Stop – affermano infine Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti – a decisioni unilaterali che portano al licenziamento, basta ristrutturazioni selvagge che mortificato la professionalità dei lavoratori. Stef ritiri le lettere di trasferimento ovvero di licenziamento, si sieda al tavolo di confronto con le istituzioni ed il sindacato e faccia la propria parte nel dare continuità e operatività nelle aree del sud. Presenti il piano industriale per rilanciare le attività e potenziare tutti i siti logistici del Paese».

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