Ucraina, Femor: “Pronti ad accogliere profughi per assistenza ortopedica”

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Solidarietà e assistenza sanitaria ai profughi in arrivo dall’Ucraina dalla Femor (Fondazione per Educazione & Management in Ortopedia), presieduta dall’ortopedico brindisino Michele Saccomanno, e dalla Siot (Società italiana di ortopedia e traumatologia). “Sentiamo la necessità, come ortopedici, di dare il nostro contributo all’accoglienza del popolo ucraino. Vi è una grande migrazione obbligata dalla guerra di fronte alla quale nessuno può restare indifferente“, dice a LaPresse il presidente Femor, Michele Saccomanno, anche sindaco di Torre Santa Susanna (Brindisi).

“C’è un’Europa che accoglie e noi vogliamo fare altrettanto”, prosegue. “Non tutti siamo capaci di essere volontari e di andare a combattere perché abbiamo un senso della pace diverso, ma certamente siamo disponibili ad aiutare chi per sofferenza arriva nei nostri territori“, va avanti.

In Puglia c’è già la disponibilità del Policlinico di Bari, con il professore Biagio Moretti e noi come fondazione facciamo da tramite per tutto il mondo ortopedico italiano, per rispondere in modo immediato. Se c’è una chiamata, dobbiamo essere nelle condizioni di metterla in risoluzione rapida. Ci sono una serie di attività da fare tenuto conto anche del fatto che si tratta di persone che non hanno ancora le vaccinazioni Covid”, spiega.

Abbiamo anche dato la disponibilità a reperire sul territorio strutture idonee alla vaccinazione, secondo programmi in accordo con i centri delle Asl. Siamo attenti soprattutto alle patologie muscoloscheletriche, le ferite da trasporto e cammino, visto che parliamo di gente che scappa. Ci sono bambini e anziani con lacerazioni su cute, muscoli e che hanno fratture”, conclude.

Femor è già attiva in Congo dove ha avviato una serie di iniziative di formazione dei medici e d assistenza sanitaria alla popolazione.

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