I MEDIA: STRUMENTO DI INFORMAZIONE O PROPAGANDA?

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Nelle intenzioni originali, la stampa, e poi la televisione, è nata certamente come strumento d’ informazione al servizio del cittadino.

Questi si affidava alla correttezza delle notizie trasmesse e diffuse.

Celebri sono state le campagne giornalistiche che hanno portato finanche a dimissioni di Presidenti degli Stati Uniti come, ad esempio, lo scandalo Water Gate.

Era questa, infatti, la peculiarità del giornalismo d’altri tempi; spesso chiamato “giornalismo d’inchiesta” che appassionava tanto i lettori.

Ben presto, tuttavia, ci si è resi conto della grande influenza che i media possono esercitare sulla opinione pubblica. Ci si è resi conto di quanto i media possano indurre pensieri e convinzioni anche estranei alla realtà dei fatti. 

Il passo verso la utilizzazione dei media ai fini del condizionamento del pensiero è breve. 

Ora, la necessità della divulgazione di pensieri, opinioni e notizie si scontra 

con la parte oscura della manipolazione e della strumentalizzazione.

Sembra che, qui, si rinnovi l’eterna lotta tra il male e il bene, il buio e la luce.

È facile osservare come i media si discostino sovente dalla realtà della notizia fino a propinare fake news.

I “media ufficiali”, quelli del mean stream, sono ormai relegati a mero strumento di propaganda al soldo di sistemi e di governi di cui dovrebbero essere invece vigili controllori in assolvimento della delega che i popoli hanno loro concesso.  

A ogni azione corrisponde però una reazione e, come nella fisica, la società civile diviene sempre più consapevole e corre ai ripari alla ricerca delle verità perdute. Nascono dunque media alternativi, di CONTROINFORMAZIONE rispetto alla mean stream che si propone di sostituire la “informazione di regime”. Un esempio, come tutti sappiamo, sono i social che, nonostante l’impegno, sono difficili da controllare.

La guerra che affligge l’Ucraina è un tema di riferimento. Negli USA, come ormai in tutto il Mondo occidentale, si sta consumando un sordo e parallelo conflitto: da un lato, quello del main stream, la criminalizzazione di un Putin; dall’altro, quello della controinformazione, la ricerca delle colpe e delle cause, che appaiono mascherate, se non occultate, che hanno portato a questo conflitto, comunque da condannare. 

Sempre più gente si chiede se il Putin sia veramente un pazzo dittatore; sempre più gente vuole la verità dello scenario; sempre più gente crede che ci siano inconfessabili politiche orientate alla tensione piuttosto che alla pace. 

Ormai, è stata sdoganata la censura “a fin di bene” e l’ipocrita buonismo prevarica su chi cerca consapevolezza e verità…

La nostra società sta attraversando uno dei tanti periodi bui che la storia dell’umanità ha attraversato, ma mai come ora si era imposta un’arma tanto subdola come l’informazione deviata, ovvero la manipolazione.

Dopo due anni di strumentalizzazione della pandemia ora l’arma mediatica continua a uccidere cervelli dopo aver già ucciso milioni di persone.

Come sempre la verità, come già sta accadendo sul virus e vaccini, riuscirà a vincere ma sarà un lungo e doloroso travaglio che costerà ancora tante vittime e cervelli.

Tuttavia, questa lotta fra dominatori e dominati c’è sempre stata, ma speriamo che un futuro di rinascita di consapevolezza e coscienza non sia troppo lontano.

Pino Marelli 

SISTEMA PAESE – Società Civile & Economia Reale – Presidente Area Centro Nord America e Corrispondente USA

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