La questione Ucraina

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Una delle questioni imprevedibili che questa guerra ci ha fatto conoscere è il determinismo del governo italiano che sembra avere deciso di inviare armi ad uno dei belligeranti. Armi che però sarà ben difficile consegnare.

Si pongono alcune domande: l’Italia così scende in guerra assieme all’Ucraina contro la Russia? Cosa si pensa di fare con queste armi; vincere la guerra e emulare Napoleone e Hitler? E se non è questo l’obiettivo, il rinforzare ed allungare la resistenza degli assaliti non rimanda nel tempo la fine delle ostilità? La Russia come la prenderà? Esiste un interesse italiano a danneggiare la Russia? O un nostro interesse a favorire l’Ucraina? L’opposizione in Parlamento c’è o non c’è?

Oppure forse esistono cose a noi sconosciute che il super banchiere o il suo salace Ministro degli esteri conosce mentre noi no.

Come si vede sono domande di non poco momento.

Il nostro Alberto Sordi (assieme a molti altri della sua parte politica) ci ha convinti con centinaia di film che il popolo italico non è costituito da arditi tesi alla grandezza della nazione, ma una gran massa di pensionati, dipendenti pubblici e disoccupati per lo più lavativi preoccupati della bolletta della luce e non certo di fare prodezze sul Dnepr per la salvezza delle popolazioni amiche del luogo. In realtà non posso dimenticare che esiste una minoranza eroica che ancora si ostina ad alzare la serranda tutti i giorni, ma si tratta di una sparuta minoranza ormai decimata dalle politiche governative e quindi destinata anch’essa a rifugiarsi nella codardia di tutti gli altri.

Quindi questo comportamento spavaldo di sfida alla Russia  sembra ispirato da altri che non dal popolo italiano. Chi e perché suggerisce questi atti al nostro governo? Ovviamente non lo sapremo mai, ma nel frattempo le trattative non si sbloccano. Sembra che le due diplomazie abbiano letto e condiviso il mio precedente pezzo che da queste colonne dava per certo che alla fine le regioni contese andranno alla Russia mentre il resto dell’Ucraina sarà resa neutrale e alla UE sarà garantito l’accesso al mercato ucraino; ma come si pensa che si decidano a chiudere i colloqui se gli istinti bellicisti vengono fomentati? Certo è elevato il rischio di una resa senza condizioni della Ucraina che non conviene a nessuno specie a noi che ci vedremmo la Russia allargarsi enormemente a ovest; quindi in qualunque modo si affronti l’argomento serve fermare le armi adesso; costi quello che costi, secondo i suggerimenti che sia Ucraina sia Russia sembrano aver accettato

Cosa deve fare l’Italia? Mandare qualcuno a Kiev per convincere quel governo a chiudere la partita -ripeto- a qualunque costo e a dispetto delle potenze occulte (che evidentemente esistono) che vogliono la guerra; e se non avessimo promesso le armi adesso la mediazione potevamo provare a farla noi!

CANIO TRIONE

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