Ucraina, padre Calella: «Dialogo unica via praticabile»

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La via del dialogo, della tolleranza, della fratellanza e della coesistenza pacifica è e rimane l’unica via percorribile per il Libano, per il Medio Oriente e per tutto il mondo: lo ha detto oggi all’ANSA padre Quirico Calella del convento di San Francesco a Tripoli, nel nord del Libano, sullo sfondo delle notizie provenienti dalla crisi ucraina.

Padre Calella è l’organizzatore dell’opera teatrale “San Francesco e il Sultano”, ispirata all’incontro fra il santo di Assisi e il Sultano Malek al Kamil in Egitto nel 1219. L’opera sarà replicata al pubblico il prossimo 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, nella capitale libanese. «Auspichiamo che il messaggio di pace e fraternità lanciato a Damietta, in Egitto, 800 anni fa da San Francesco e dal Sultano al Kamil arrivi fino agli estremi confini della terra», ha detto padre Calella. La rappresentazione del 25 marzo, che andrà in scena in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Libano e col patrocinio del ministero della cultura libanese, è stata prodotta dalla Custodia di Terra Santa ed era stata eseguita in prima mondiale in Libano nel novembre scorso. L’opera sarà rappresentata nel teatro dell’ex sede dell’Unesco a Beirut e coinvolgerà la corale dell’Università libanese Notre Dame e l’organista italiano Cosimo Prontera. Come riferisce Calella, «all’evento parteciperanno le più alte cariche istituzionali, religiose e civili del Libano, oltre a delegazioni di diverse ambasciate accreditate in Libano, amici della Custodia di Terra Santa, compresi quelli dell’Associazione Pro Terra Sancta. All’evento sarà presente anche Mauro Gabrielli, direttore artistico del teatro di Bologna». L’opera teatrale, prosegue padre Calella, sarà poi di scena in Italia con cinque appuntamenti previsti a metà maggio a Roma, Assisi, Bari, Brindisi e Monopoli.

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