Pasqua: il Castello svevo di Brindisi riapre dopo accordo con Marina Militare

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L’iniziativa è resa possibile grazie all’accordo triennale tra il Comune di Brindisi e la Marina militare, siglato lo scorso febbraio, con l’obiettivo di integrare uno dei beni che fanno parte della storia di Brindisi, oggi sede della Brigata marina San Marco, nel patrimonio culturale fruibile della città. Stando a quanto reso noto dall’amministrazione cittadina, a partire dal 16 aprile, le visite si svolgeranno tutti i sabato e due domeniche al mese e saranno previsti due turni al giorno della durata di 90 minuti ciascuno, dalle 10 alle 11.30 e dalle 11.30 alle 13.

I gruppi avranno un massimo di 40 partecipanti e la prenotazione obbligatoria dovrà avvenire entro due giorni prima della visita. La prenotazione potrà essere effettuata sia al numero dell’Infopoint comunale 0831 229784 (tutti i giorni dalle ore 10 alle 19) che online al seguente link: rebrand.ly/svevo.L’itinerario prevede l’accesso nell’androne con l’avvio dell’esposizione da parte della guida turistica sulla storia del castello. Successivamente il gruppo si sposta nella piazza d’armi con vista della catena angioina, utilizzata a partire dal XIV secolo per chiudere l’accesso nel porto, salvata e conservata per un periodo nel Tempio di San Giovanni al Sepolcro dopo l’abbattimento, nel 1776, delle due torri sulle sponde del canale d’ingresso.

Tappa successiva la sala Federico II, l’antico granaio del maniero con i tre dipinti del pittore ateniese Giovanni Papagiorgio-Estasi di San Francesco confortato dalla musica dell’Angelo, Santa Barbara e Santi Cosma e Damiano. Segue la visita alla sala storica all’interno della quale si snoda un suggestivo percorso con materiale illustrativo e fotografico inteso a far conoscere e meglio comprendere il ruolo che la Brigata Marina San Marco ha svolto nel corso della sua lunga e gloriosa storia. Dalla piazza d’armi il gruppo attraversa la galleria che conduce al terrazzo arsenale per poi passare davanti al mastio angioino, percorrere la galleria degli stemmi, il ponte e infine giungere nella chiesa dove è custodita la tela seicentesca della Santissima Vergine con il Bambino, poco conosciuta ma di grande interesse.

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