Vincitorio (Stop5G) spinge la protesta pugliese contro l’inquinamento elettromagnetico

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“E’ un disastro ciò che sta accadendo in Puglia. In nome di un falso progresso tecnologico stanno autorizzando nuovi impianti, ancora più potenti di quelli esistenti, che creano ampi e nocivi campi elettromagnetici”. A dichiararlo è Giancarlo Vincitorio, referente regionale per la Puglia di Alleanza italiana Stop 5G, che evidenzia come le prospettive siano ancora più cupe: “nel grande silenzio mediatico su questi temi così importanti sono stati prodotti alcuni emendamenti al DDL Concorrenza con cui si vorrebbero fare schizzare da 6 a 61 V/m le soglie di irradiazione delle antenne. Esporre i nostri corpi a questi livelli inquinanti così potenti significa logicamente innalzare, conseguentemente, anche i rischi per la nostra salute. Ecco perché noi ci opponiamo e invitiamo i cittadini ad unirsi alla nostra protesta”.

“In Puglia – evidenzia Vincitorio – abbiamo condotto numerose battaglie, soprattutto in quei comuni che per negligenze e lassismo delle Amministrazioni pubbliche il posizionamento degli impianti irradianti era stato fatto addirittura nelle immediate vicinanze di scuole, strutture sanitarie e abitazioni. In settimana noi pugliesi possiamo fare di più per manifestare il nostro dissenso a queste decisioni sbagliate del passato e a quelle che purtroppo si intravedono per il futuro: venerdì 8 aprile da tutta Italia andremo a Roma, in piazza del Pantheon, per partecipare ad un sit-in di protesta finalizzato a fermare un golpe elettromagnetico caratterizzato dal pazzesco aumento della potenza irradiante delle antenne anche di tecnologia 4g, 5G e wifi”.

Vincitorio spinge quindi i pugliesi a partecipare attivamente alla manifestazione nazionale dell’8 aprile o a manifestare la propria adesione ai motivi della mobilitazione: “e’ un appello a non rinunciare ai nostri diritti a vivere in un ambiente meno inquinato e a non esporre a ulteriori rischi la nostra salute. Le emendamenti al DDL Concorrenza sono pericolosi perché non solo causano l’innalzamento di 110 volte dei valori irradianti attuali ma anche perché di conseguenza generano la eliminazione del criterio della minimizzazione del rischio sanitario ambientale, l’abolizione dei Piani Antenne , l’esautorazione dei poteri di Comuni e Arpa e renderanno possibile l’esproprio della proprietà privata per installare antenne ovunque. Dire no a questo pericoloso pasticcio che vogliono imporci è un dovere per ciascun cittadino ed in particolare noi pugliesi che subiamo, forse più di altri, l’offesa di tanti enti e pubbliche amministrazioni e di molti politici per l’insensibilità dimostrata a questi problemi, dobbiamo partecipare a queste manifestazioni di protesta come quella dell’8 aprile”.

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