Ucraina, la denuncia di Coldiretti Puglia: «Costi troppo alti, chiudono le stalle»

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In Puglia una stalla su 10 è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività a causa degli alti costi di gestione degli allevamenti per le speculazioni in atto con la guerra in Ucraina e dopo il Covid.

«Per fronteggiare la crisi, gli allevatori – denuncia Coldiretti Puglia – stanno vendendo i bovini da latte per ridurre i costi di gestione, con il numero di animali negli attuali 830 allevamenti sceso del 25% in 3 mesi. Secondo Coldiretti, tutto ciò è causato dall’effetto congiunto dell’aumento dei costi energetici e dei mangimi come mais e soia che stentano ad arrivare dall’estero. Il solo settore dei bovini da latte ha subito incrementi dei costi del 57%».

«La carenza di mais e soia, con le speculazioni in atto che hanno fatto schizzare i prezzi delle scorte – evidenzia Coldiretti Puglia – sta mettendo in ginocchio gli allevatori pugliesi, ma stanno mettendo in crisi anche i mangimifici e i trasformatori, che devono affrontare aumenti vertiginosi dei costi per l’alimentazione del bestiame (+40%) e dell’energia (+70%) a fronte di compensi fermi su valori insostenibili».

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