Sostanze stupefacenti: la cannabis è la più sequestrata in Italia, segue la cocaina

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La cannabis resta lo stupefacente più sequestrato nel nostro Paese, rappresentando, da sola, nell’anno passato, oltre due terzi ( 67,7 tonnellate) di tutta la droga individuata (91 tonnellate) dalle Forze di Polizia, «a dimostrazione di un livello costantemente elevato della domanda».

E’ quanto si rileva dalla Relazione della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga resa nota oggi e relativa al 2021. Un rapporto nel quale si sottolinea anche come un ulteriore record si riscontra nei sequestri di cocaina, che, dopo l’exploit del 2020, in cui i volumi erano arrivati a 13,6 tonnellate, raggiungono la quota di 20,07 tonnellate, traguardo assoluto e senza precedenti nel passato.

L’incremento percentuale rispetto all’anno precedente, che già aveva segnato un considerevole aumento rispetto al 2019 (+64,25%) e al 2018 (+127,76%), è del 47,66%. L’andamento dei primi mesi dell’anno in corso sembra confermare il rilevante aumento dei volumi sottratti al mercato illecito.

«Si tratta di una crescita costantesi legge nel rapporto e dall’andamento esponenziale: dalle 3,6 tonnellate del 2018, grosso modo duplicandosi ogni anno, si è vertiginosamente passati alle 8,2 del 2019, alle 13,5 del 2020 e, infine, alle 20,07 del 2021».

Per quanto riguarda, invece, la “cannabis”, sia in termini di hashish (+113%) che di marijuana (+135%), i due prodotti derivati, si è verificata nel corso dello scorso anno una riduzione del numero di piante sequestrate (-27,51%). La forte riduzione dei volumi complessivi di “cannabis” sequestrata, riferiti al biennio precedente, rispettivamente 44,7 tonnellate nel 2019 e 29,6 tonnellate nel 2020 (solo nel 2018 erano state oltre 120 le tonnellate individuate) si è interrotta; il livello dei sequestri ha raggiunto quota 67,7 tonnellate, appena sotto la media (circa 77 tonnellate) dell’ultimo decennio.

Il dato relativo alle piante, invece, in controtendenza, come accennato, è calato: si è passati da 414.476 a 300.448. «Accanto allo stupefacente proveniente dai tradizionali luoghi di importazione, assume consistenza, infatti, – spiega il rapporto – una produzione outdoor nazionale, soprattutto in Sardegna (+498% di marijuana e +150,62% di piante rispetto all’anno precedente). Conferma in questa direzione arriva dalla riduzione percentuale dei sequestri effettuati nelle Regioni adriatiche (Puglia -83,77%, Abruzzo – 72,06%, Basilicata -18,06%, Marche -59,96%), e l’assenza di sequestri rilevati negli scali portuali di quel versante del territorio italiano, che sembrano confermare una contrazione dei flussi provenienti dalla regione balcanica e, in particolare, dall’Albania. Il dato dei sequestri di eroina, pari a kg 567,52, registra, invece, un modesto scostamento positivo del 10,61%; si inverte la tendenza negativa del biennio 2019-2020».

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