Sulle recenti inchieste della magistratura, il duro commento di De Razza (Prc)

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«Le recenti indagini giudiziarie, sulla sanità leccese, mettono ancora piu’ in evidenza il fallimento morale e politico del sistema Emiliano».

Lo afferma in una nota Sabino De Razza, segretario regionale del Prc. «Le indagini della magistratura sulla Regione Puglia – prosegue – sono ormai una costante: Ladisa, protezione civile, le vicende dell’ospedale covid alla Fiera del Levante, ora la sanità leccese, insieme alla presenza in giunta dell’assessore Maurodinoia, coinvolta nelle indagini sulle assunzioni all’ARPAL e all’Adisu, impongono al Presidente della regione una chiara e forte presa di posizione sul malgoverno in regione, non basta far decadere qualche incarico».

«Il sistema Emilianoafferma De Razza – è incentrato interamente sulla costruzione di coalizioni (basti vedere le ultime amministrative in Puglia) dove si mettono insieme cosiddette sensibilità, molto diverse tra loro, con l’unico obiettivo di assicurarsi le roccaforti del potere, ma le inchieste in corso dimostrano che le cittadine e i cittadini pugliesi sono le prime vittime di un sistema clientelare ormai diffuso in tutta la regione. Sembrava che l’appoggio al ‘bravo ragazzo’ di CasaPound a Nardo’ fosse un’eccezione, seppur negativissima, ma quello che sta emergendo è ancora peggio: avvallare e incentivare il trasformismo (si veda la nomina di Rocco Palese alla sanità) non da’ i risultati sperati, infatti la sanità pugliese continua ad essere in uno stato comatoso, gravi sono le crisi aziendali con circa tremila lavoratori a rischio licenziamenti, non si affrontano con decisione e determinazione i temi dell’ambiente a partire dall’ex-Ilva a Taranto».

«Rifondazione Comunista – conclude De Razza – già nell’ultima campagna elettorale per le regionali in Puglia ha denunciato il rischio di avere una amministrazione regionale che passasse più tempo nei tribunali, anziché a risolvere i problemi dei cittadini pugliesi. Queste indagini giudiziarie, al di là dell’esito che avranno, già ci dicono che il sistema Emiliano è marcio e che occorre costruire, a partire dai movimenti e dalle forze sociali, un’alternativa popolare a questo centrosinistra».

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