IL DISCORSO DI DRAGHI

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In molti attendevano il discorso di Draghi. È da presumere che sarà replicato pari pari all’altra Camera. Già alla vigilia lo si poteva prevedere e commentare: ha ripetuto quello che è venuto a fare e che ha già detto in passato; e si sa che rimarrà dov’è. Una recita inutile senza ombra di dubbio. E salvo una tardiva resipiscenza di qualche politico tutto rimarrà com’è e ci ritroveremo con le stesse cose di prima: armi e soldi agli armati ucraini, spread che non si sa come domare senza perdere sovranità ulteriore (sarà questa la ragione di tutta la recita?), botte da orbi a tassisti e ambulanti passando per contadini e partite Iva, rincari delle bollette, abolizione del contante. Perché la Lega e le altre opposizioni non alzano la voce? Non si sa! Perché tutti tengono tanto a qualche mese di legislatura? Lo sapremo a cose fatte che certamente qualcuno già conosce bene.

Alcuni punti però vanno sottolineati.

Chi non si presenta alle elezioni ha bisogno di maggioranze bulgare. Dice. Certo, presentarsi alle elezioni è un po’ fastidioso; lo ha già fatto Monti (che è del “partito” di Draghi) a suo tempo e gli è andata male pur con l’appoggio di tutti i maggiorenti d’Italia (dalla massoneria a Confindustria ai sindacati…proprio tutti, esattamente come accade adesso che arrivano le lettere di sostegno anche all’attuale Presidente sempre dagli stessi maggiorenti); quindi gli esponenti di questa idea politica hanno capito che è meglio giocare (non dico acquisire) con gli eletti specie se questi non conoscono quasi nulla degli equilibri realmente in gioco. Così, speranzosi, i politicanti si presentano alle elezioni e portano i voti al designato (che adesso è Draghi) che si degna di accettarli. Ecco fatta la maggioranza bulgara. D’altronde per una mega impresa cosa può costare “convincere” mille scalatori sociali a dare il loro voto e consenso alla linea dettata al leader designato? Se poi il “costo” di questo consenso è il reddito di cittadinanza o il salario minimo o il PNRR che saranno tutti pagati dagli elettori, che costo è??? È solo una prova inoppugnabile di come i nostri rappresentanti politici vengono giocati da coloro che hanno il potere vero.

Poi c’è il Grande Assente. La parola Sud non è stata pronunciata. Il Nostro Presidente certamente non ci pensa affatto. Per le sinistre e le grandi imprese la questione Sud è una questione economica: basta dargli un pò di soldi e i meridionali sono contenti; ed è così in effetti per le moltitudini tenute nella indigenza e nella ignoranza. Quindi dalli con sussidi, redditi di cittadinanza, bonus vari e chi più ne inventa più è bravo…tanto paga pantalone che forse sarà nostro figlio. Ma questo loro gioco non riesce mai! evidentemente non è proprio così! Il fatto è che il sistema di cui il nostro Presidente è uno dei massimi esponenti non solo non gli passa dalla testa di rilanciare lo sviluppo autonomo del Sud d’Italia ma non sembra pensoso neanche del progressivo aggravio delle differenze nella crescita dei vari territori. In ogni parte d’Europa le differenze reddituali e sociali tra le zone ricche e le altre anche interne alle stesse città aumentano senza che nessuna politica vada oltre all’assistenza più meno dissimulata. Quindi l’assenza della questione meridionale nel discorso del Presidente e nell’intera teoria mondialista è una carenza dottrinaria serissima che poi ritroviamo evidente nella incapacità niente meno che della Presidente della Bce a indicare una maniera per ridurre lo spread che è esattamente questo.

Quindi questa prova di eloquenza perfettamente inutile nasconde, quanto meno, una profonda incapacità di governare l’economia del ventunesimo secolo … oppure altro che è così grave da dover tenere ben nascosto… 

CANIO TRIONE

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