Con le alte temperature, aumenta il rischio colpi di calore per gli occupati nelle campagne

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Copagri e Uila “fanno squadra” in Sicilia per difendere il lavoro agricolo, braccianti e imprese, dal rischio dei colpi di calore. Natale Mascellino, presidente della confederazione produttori agricoli-Copagri che associa 26 mila imprese nell’Isola, ha sottoscritto con il segretario generale della Uila, Nino Marino, un’intesa in cui si condivide l’appello lanciato recentemente dall’organizzazione sindacale per il rispetto del Testo unico sulla Salute e la Sicurezza dei Lavoratori in fatto di obblighi per la limitazione dei pericoli, sempre più attuali, derivanti da temperature e tassi di umidità eccessivi.

In una riunione di esecutivo convocata nelle scorse settimane, la Uila non si era limitata a rivolgersi alle imprese ma aveva anche chiesto al presidente della Regione Nello Musumeci “provvedimenti simili a quelli assunti per il secondo anno consecutivo dal presidente della Regione Puglia in materia di attivita’ lavorativa svolta nei campi e nelle serre in condizioni di esposizione prolungata al sole”. Ora, Copagri sostiene “con Uila Sicilia la richiesta al governo regionale e al suo presidente perché vengano definite misure a difesa della salute dei lavoratori, nonché a sostegno delle aziende virtuose impegnate nel rigoroso rispetto delle norme per la prevenzione dei rischi da colpo di calore”.

Nel documento firmato da Marino e Mascellino, infine, si evidenzia “l’utilità di azioni sinergiche delle parti sociali per la promozione della qualità etica e legale delle produzioni agricole”, quindi viene assunto un impegno comune per la diffusione di linee-guida utili a prevenire i rischi da colpo di calore. In particolare, viene raccomandata “l’attenta valutazione delle condizioni meteo e la conseguenziale programmazione delle attività a maggiore fatica fisica in orari mattutini e preserali, la concessione di soste ripetute nelle ore più calde ai lavoratori impegnati nelle serre, la presenza di zone ombreggiate e la garanzia di pause di almeno un quarto d’ora ogni ora”.

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