Mazzarano: l’autonomia del governo spaccherà il Paese. La Puglia guidi la battaglia delle regioni meridionali

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Il Governo Meloni, su impulso della Lega e del Ministro Calderoli, sta lavorando precipitosamente all’autonomia differenziata, che allargherà ancora di più il divario tra Nord e Sud del Paese.

È un progetto che disarticola le funzioni dello Stato e il principio di perequazione, e cristallizza le differenze territoriali tra regioni ricche e regioni povere.

L’autonomia differenziata, inoltre, contrasta apertamente con la filosofia del PNRR che si propone di superare i divari: territoriali (Nord-Sud), generazionali (adulti-giovani) e di genere (uomo-donna), per aprire una strada di riforme per il Paese.

A questo si aggiunge la manifesta volontà del Governo di mettere mano alla distribuzione delle risorse del “Next Generation EU” che attribuisce maggiori risorse al Mezzogiorno, o di revocare i finanziamenti destinati alla sanità territoriale, che servono soprattutto alle Regioni del Sud.

È chiaro il disegno politico di accontentare la Lega che deve esibire lo “scalpo dell’autonomia” al proprio elettorato e ai governatori del Nord.

Lo Stato su questo crinale rischia di perdere la sua funzione di riequilibrio secondo il principio di solidarietà, e la stessa “unità nazionale” verrebbe seriamente compromessa.

Siamo di fronte ad una delle battaglie dirimenti dell’intera legislatura nella quale si misurerà la forza e l’identità dei partiti di opposizione.

A partire dal Pd che, se vuole diventare il partito del progresso che combatte le diseguaglianze, deve combattere la più grande disuguaglianza della storia italiana, quella tra Nord e Sud.

Ma un ruolo importante lo devono giocare le Regioni del Mezzogiorno in collegamento con la società civile, i sindacati, le istituzioni della formazione, le imprese, le associazioni di categoria.

La Puglia ha i numeri per essere alla testa di questa battaglia: per la modernità del suo sistema economico, per la capacità di spendere le risorse europee, perché il suo sistema ha saputo proiettarsi nella capacità di innovazione competitiva.

La Regione ed il Consiglio regionale aprano una grande discussione nelle istituzioni e nella società per combattere contro un disegno dannoso per il Sud e per l’Italia.

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