Francavilla Fontana: omicidio Stasi, per il legale della famiglia, un delitto tutto da chiarire

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«Nessuno intende rilasciare dichiarazioni: hanno perso un figlio, un fratello da 72 ore. Sono piegati dal dolore». Lo dichiara alla Dire Domenico Attanasi, legale della famiglia di Paolo Stasi, il 19enne assassinato a Francavilla Fontana (Brindisi) mercoledì sera sull”uscio di casa.

È stato lui a rispondere al citofono e ad aprire al suo assassino. «Sicuramente è andata così ma non abbiamo certezza che i due si conoscessero», chiarisce l”avvocato. Paolo potrebbe aver spalancato il portone a chiunque: da un conoscente o a una persona che può essersi presentata con un altro ruolo per tendergli una trappola. Per ora la certezza è che a spezzare la sua vita sono stati due colpi di un”arma di piccolo calibro. «Potrebbe essere pistola a tamburo perché non sono stati ritrovati bossoli sul luogo del delitto o un”arma giocattolo modificata perché i fori sono piccoli ma – si affretta a dire il legale – si tratta soltanto di ipotesi».

E tra le voci che circolano in paese c”è anche quella di un uomo sospettato. «Non saprei», replica Attanasi. «L”esame del telefonino di Paolo ci potrà dire se aveva un appuntamento e con chi, oppure se ha aperto a uno sconosciuto», aggiunge l”avvocato che attende anche l”esito dell”autopsia prevista sabato. Come consulente di parte per la famiglia ci sarà Donato Sardano mentre a eseguirla sarà Raffaele Giorgetti, anatomopatologo dell”università delle Marche.

Sul portone di via Occhibianchi c”è un foglio su cui si legge «Lutto di famiglia» «Sono distrutti – prosegue il legale – specie il suo papà che per primo, dopo aver sentito i colpi, ha soccorso il figlio». Chi conosceva Paolo lo descrive come un «ragazzo schivo e discreto, tranquillo ed educato e sempre disponibile», riferisce Attanasi.

Un ragazzo che nonostante la giovane età, 19 anni, non era iscritto ai social. «Aveva solo un profilo Instagram con pochissimi scatti», sottolinea il legale.

Le foto pubblicate infatti sono soltanto quattro: l”ultima risale al 30 ottobre di tre anni fa ed è un selfie con un amico. Le indagini dei carabinieri proseguono e dovranno ricostruire il delitto che sembra un rebus.

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