Efficienza di società ed enti regionali: la proposta di legge targata Lega in Puglia

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Cinque articoli per «garantire criteri di efficienza, affidabilità e competenza nella governance dei consorzi, agenzie, fondazioni e società partecipate della Regione Puglia».

È quanto si propone di fare attraverso la proposta di legge presentata dai consiglieri regionali della Lega in Puglia. In base a quanto prevede il secondo articolo del testo di legge, «gli organi sociali sono nominati con deliberazione della giunta regionale su proposta del presidente della stessa e scelti, previa valutazione dei relativi curricula, tra personalità in possesso dei requisiti» che sono «oltre alle previsioni normative dettate in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione», l”onorabilità, la professionalità e l”autonomia.

Così, «tutti i soggetti designati a svolgere funzioni di amministrazione, direzione e controllo degli enti regionali devono possedere, a pena di decadenza, comprovati requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia per esercitare» le funzioni previste «in relazione ai fini che la Regione intenda perseguire e ai programmi adottati».

I candidati dovranno dimostrare di avere una «comprovata esperienza» di almeno un triennio in ambito amministrativo o universitario. Per presidente e direttore generale l”esperienza deve essere «almeno quinquennale» in «società operanti in settori attinenti a quello dei consorzi, agenzie, fondazioni e società partecipate della regione ovvero comparabili per dimensione e complessità», mentre i candidati agli incarichi di revisore dei conti o di membro di collegio sindacale con funzioni anche di revisione dei conti «devono essere iscritti nel registro dei revisori legali».

Nessuna carica potrà essere ricoperta da condannati in via definitiva. Non potranno avere incarichi chi riveste ruoli di «governo a livello nazionale e locale», parlamentari in Italia o in Europa e chi fa parte di «Consigli regionali o di enti locali con popolazione superiore a 15mila abitanti». Esclusa anche la possibilità per chi ha ricoperto incarichi nello stesso ente per evitare conflitti di interesse.

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