Federcuochi: al pari di altre figure professionali, anche il cuoco deve sostenere prove di idoneità

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«Arriva il cuoco con la patente, non quella di guida, non è richiesta in cucina, ma quella di qualità e preparazione. Una certificazione, attraverso la Norma Uni, fortemente voluta dalla Federazione italiana cuochi, che ha lavorato anni per ottenere questo importante risultato e che sta puntando anche all”ipotesi di poter istituire un albo professionale, al pari di altre categorie professionali, come architetti, avvocati, medici e giornalisti». E” quanto si legge in una nota Federcuochi.

«Per ottenere la certificazione i cuochi – spiega – dovranno sostenere delle prove di idoneità, da ripetere ogni tre anni. L”obiettivo finale della Federcuochi è quello di avere un cuoco certificato in ogni cucina».

«Questo ”patentino” – continua la nota – rappresenta il riconoscimento del lavoro dello chef, la sua preparazione professionale, il rispetto delle norme sanitarie, nonché una importante garanzia per la sicurezza alimentare del consumatore»

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