La consigliera Parchitelli (Pd): sull’attività dei consultori in Puglia è necessario istituire un tavolo tecnico

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Nota della consigliera regionale PD, Lucia Parchitelli

«Nella giornata di ieri ho inviato una mia nota all’attenzione dell’Assessore alla Sanità Rocco Palese e del presidente della III Commissione Sanità Mauro Vizzino (e contestualmente di tutti i Commissari) sull’attività svolta dai Consultori nella nostra Regione.

L’ASL BARI ha da poco avviato il ‘Progetto EvƏ’, ovvero l’istituzione di un numero whatsapp per la contraccezione e la salute sessuale. Un numero mobile per richiedere assistenza su pianificazione familiare e contraccezione volontaria, ma anche per interagire con gli operatori tramite messaggio e ricevere informazioni su: pillola anticoncezionale e diversi metodi contraccettivi, pillola del giorno dopo, gravidanza indesiderata, interruzioni di gravidanza, contraccezione gratuita (ormonale e IUD), pap test e papilloma virus, infezioni vaginali e rapporti sessuali a rischio.

A seguito di un incontro avuto con la Direzione generale dell’ASL BA, è emerso che al numero whatsapp del ‘Progetto EvƏ’ diverse sono le richieste che provengono da cittadini di altre ASL. E’ importante pertanto conoscere l’organizzazione di tutte le ASL della nostra Regione e dei Consultori, in particolare per l’accesso alla contraccezione gratuita, per la gravidanza indesiderata e per l’interruzione di gravidanza. Ma non volendo ridurre il ruolo dei Consultori alle importanti attività già evidenziate, è necessario anche conoscere i protocolli attivati per una donna che alla scoperta di una gravidanza si rivolga loro per conoscere il percorso da seguire, gli esami da effettuare: in sintesi l’agenda di gravidanza.

Ritengo pertanto necessario e indispensabile che venga istituito a tal proposito un tavolo tecnico con l’Assessorato, il Dipartimento Salute e i referenti indicati da ogni Azienda Sanitaria al fine di affrontare compiutamente una tematica purtroppo spesso trascurata, di discutere sulle opportunità che possono nascere attraverso l’integrazione socio sanitaria tra Scuola, Enti locali e ASL, ma anche attraverso le possibilità date dai fondi del PNRR».

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