Rifiuti, Azione: “Abbiamo capito. Si tratta di un pasticcio, speriamo in buona fede, con comuni coinvolti a loro insaputa”

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Dichiarazione del consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, dei consiglieri Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo.

«Abbiamo capito. La nuova società pubblica per la gestione dei rifiuti, attraverso l’ingresso dei comuni nella società ASECO, prevede il dominio assoluto di AGER, usando la titolarità dei comuni ed eludendo la legge sul divieto di partecipazione della stessa AGER nella gestione del servizio.  Su questo punto specifico spiace dover constatare continue contraddizioni nel fornire le giustificazioni, utilizzando il metodo della dissipazione di parole, ossia congiungere in un ragionamento unitario argomenti profondamente diversi».

«Invece, la questione è molto semplice. Se si ritiene di dover realizzare il programma entro il 30 marzo prossimo per evitare il divieto legale di affidamento agli enti di governo dell’ambito o alle Autorità di regolazione, come si spiega poi una produzione di argomenti diretti a negare che AGER sia un ente di governo dell’ambito o un’Autorità di regolazione?».

«Sul piano della decisione politica, emerge l’aver disposto della volontà dei comuni a loro insaputa, cioè senza che gli stessi comuni abbiano mai espresso parere di merito, così come riferito dal presidente Anci Ettore Caroppo. Anzi, i comuni riuniti nell’Anci sono in attesa della documentazione per esprimersi con maggiore consapevolezza».

«Ma pure in questo senso, emerge tutta la contraddittorietà della vicenda, perché la Regione ritiene di dover procedere attraverso AGER e il suo DG, riducendo al rango di meri esecutori gli altri protagonisti, anche qualora i sindaci riuniti in Anci dovessero esprimere parere contrario. A domanda specifica su questo punto, infatti, l’assessore si è dilungata in una risposta, su cui ancora ora, mentre scriviamo, e dopo aver ascoltato più volte la registrazione, non siamo in grado di riferire il contenuto. Ma questo sarà certamente un nostro problema d’apprendimento».

«Attendiamo ora la riconvocazione della Commissione, nella speranza di poter capire – tanto per cominciare – se i comuni sono favorevoli o contrari al programma. Un punto di partenza politicamente essenziale, a prescindere da decine di formalismi, a noi noti ma non per questo in grado di superare l’essenziale titolarità comunale del servizio e il senso di una decisione che non può essere privata di senso politico, fuori dai comuni schemi di potere oggi così tanto in voga alla Regione».

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