Sanità, Azione: “Medici contro medici. Trasferimenti possibili solo previa copertura del posto abbandonato”

[epvc_views]

«Le storture del sistema di gestione del personale medico stanno mettendo i medici contro gli altri medici. Infatti, se c’è un medico che vince un concorso in una Asl diversa da quella in cui lavora, lascia nei guai i colleghi con cui lavorava. È questo il motivo più importante per cui serve AziendaZero, una modalità su scala regionale di gestione del personale, in grado di accogliere le richieste di trasferimento solo previa copertura del posto occupato e abbandonato.  Si tratta di una modalità organizzativa in grado di rendere effettiva l’organizzazione su scala regionale del sistema sanitario.  Per questo chiediamo al presidente Emiliano di far propria la proposta di legge che abbiamo presentato, sottoscritta anche dal presidente della Commissione sanità Mauro Vizzino».

Lo dichiarano il consigliere e commissario regionale di Azione, Fabiano Amati, i consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo, e il responsabile regionale Sanità Alessandro Nestola.

«Le varie note sindacali contro la decisione di bloccare i trasferimenti dei medici per non creare disservizi stanno generando esiti paradossali.  I medici delle unità operative private di personale e in difficoltà plaudono all’iniziativa, mentre la contestano i medici delle unità operative non più beneficiate dagli auspicati trasferimenti.
È questo il quadro su cui non si può tergiversare in dialettica, mentre il sistema langue.  Abbiamo presentato la proposta di legge per l’istituzione dell’AziendaZero, proprio per bilanciare con equilibrio l’esigenza primaria alla garanzia dei servizi, con l’esigenza a preferire una sede di lavoro piuttosto che un’altra.  Su questo argomento è impossibile tenere assieme tutte le esigenze e rappresentarle, se la regia non diventa unica.  Certo, istituire AziendaZero ha il rischio di ridurre le quote di autonomia decisionale nelle singole Asl, mettendo in discussione potestà molto ben radicate, ma questo rischio diventa un beneficio se si guarda alla questione mettendosi nella prospettiva del malato»
.

«Il nostro sistema sanitario è organizzato su base regionale: il numero delle unità operative per singola branca è distribuito sulla base di una quantità massima regionale e la loro allocazione locale avviene attraverso un processo ponderato su bacini epidemiologici e tempi di percorrenza.  Ne deriva che pure la sospensione dell’attività di una sola unità operativa fa traballare l’intero sistema organizzativo, generando a lungo andare il crollo dell’intera organizzazione.  È questo il tempo delle riforme strutturali, sempre rinviate per mille motivi, compresa la tendenza abitudinaria della mente umana che tende ad avere timore rispetto a ogni cambiamento, forse reputandosi inadatto a gestire l’evoluzione. Ma questa è materia da riservare alle neuroscienze. A noi basti solo osservare che bisogna agire in fretta con l’AziendaZero e prima che sia troppo tardi».

News dal network

Promo