Grasso a Libro Possibile: ‘l’esempio di Borsellino ci motiva a essere migliori’

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 L’esempio di Paolo Borsellino «non può che spingere i giovani, i cittadini ad essere certamente migliori.
A non far sentire quel puzzo di compromesso e a far respirare invece quell’aria di libertà che ha sempre cercato.
Lui ha sempre detto che la lotta alla mafia, alla criminalità va fatta non solo con la repressione ma anche con un movimento culturale che coinvolga tutti quanti»
.

«Penso che questo appello, oggi ancora di più, ci dia speranza per avere un paese più libero dalle mafie, dalla violenza, dalla corruzione». Lo dice Pietro Grasso, ex magistrato ed ex presidente del Senato, protagonista al Libro Possibile, il festival sostenuto da Pirelli, in corso a Vieste, di un incontro con il pubblico dal titolo L’ultimo stragista. A 30 anni dalle stragi del ’93’, insieme al giornalista Lirio Abbate.

Lo Stato nei 31 anni da Via d’Amelio (l’anniversario ricorreva il 19 luglio) «ha fatto molto. Dopo la strage di Borsellino è nato un movimento che ha fatto innalzare le coscienze dei cittadini. Inoltre attraverso i codici, le nostre leggi, i processi, e i collaboratori di giustizia tutti quelli che erano i responsabili di quella stagione stragista sono stati condannati, anche al carcere a vita, e molti sono già morti in prigione”. L’ultimo “è stato arrestato a gennaio di quest’anno, Matteo Messina Denaro».

Come hanno detto «anche Borsellino e Falcone la vera forza della mafia è nella zona grigia, quella che non fa parte dell’organizzazione da un punto di vista organico e strutturale, ma è disponibile ad aiutarla in tutto ciò che non riesce a fare». Per esempio nel «riciclare i cpitali all’estero, fare da prestanome, acquisire gli appalti: contribuisce così a dare potere e denaro a questa organizzazione». Grasso critica la riforma della giustizia a cui lavora Nordio, «perché una riforma dovrebbe essere quella che si aspettano tutti i cittadini, cioè che i processi civili e penali siano rapidi e possano dare la risposta di giustizia che ci si attende. Invece ci si sta occupando di cose che sono saltuarie, parziali e non risolvono i problemi di fondo».

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