I PONTI

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Siamo ormai da anni abituati, e giustamente, a considerare i ponti come un concetto positivo.

Sul piano metaforico , se considerati alternativi ai muri, specie per quelli come me che considerano il più feroce muro della storia quello di Berlino.

Sul piano fisico, quelli che considerano i ponti non solo per la loro utilità, ma ne hanno fatto addirittura motivo di attrazione turistica (Ponte Vecchio, di Rialto, delle Catene a Budapest) orgoglio e simboli nazionali come il ponte di Brooklyn, o gli hanno addirittura dedicato squadre di NBA ( Golden Gate Warriors).

In Italia c’è il ponte virtuale più sfigato di tutti, quello sullo Stretto di Messina.È protagonista di un dibattito surreale, mi pare difatti semplicemente pazzesco che se ne metta in dubbio l’ utilità.

Non dico negli Stati Uniti, ma in qualsiasi altro Paese serio due lembi di terra così vicini sarebbero stati congiunti da un ponte almeno da duecento anni.Se poi si pensa che la Sicilia verrebbe fisicamente così connessa non tanto all’Italia quanto all’ Europa, la discussione sul ponte diviene addirittura strabiliante.

Il dibattito sul Ponte sullo Stretto è quello che secondo me più di ogni altro evidenzia la grettezza provinciale del clima politico e culturale italiano.Un qualsiasi straniero riderebbe di una simile discussione. C’è però una specifica responsabilità in tutto questo ed è ancestrale.

Fra i tanti danni che la mafia ha procurato all’Italia c’è una certa antimafia.Quella che ci condanna a buttare il bambino con l’ acqua sporca.Quando don Ciotti dice l’ incredibile frase secondo la quale il Ponte più che collegare due coste collegherebbe due cosche, dice una cosa enorme, terribile, talmente tanto offensiva da risultare addirittura violenta.Per la Sicilia e per l’ Italia tutta. Ma è praticamente passata in cavalleria.

Don Ciotti fa parte di quella categoria umana che può dire esattamente quello che gli pare, come Saviano (manco a farlo apposta).Io trovo tutto questo incredibile, se non addirittura comico.

PINUCCIO TARANTINI




(foto: gazzettadelsud.it)

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