Puglia, Sangiuliano: “qui ogni pietra racconta una storia”

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«Non si può assolutamente dire cosa ti conquisti di più» della Puglia, «le pietre parlano e ciascuna racconta una storia degna di nota». Lo dice in un’intervista a ‘Repubblica’ il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che domani in videocollegamento inaugura la manifestazione ‘Libri nel Borgo Antico’ di Bisceglie, in programma fino al 27 agosto. «La Puglia è una regione a me cara. Dopo la Campania, dove sono nato, la considero un luogo familiare per vari motivi», aggiunge Sangiuliano, che ricorda di avere «partecipato per ben tre volte in veste di autore» alla manifestazione di Bisceglie. E osserva: «In Italia purtroppo si legge poco, basta andare in un qualsiasi luogo pubblico e notare quanto siano ormai rare le persone con un libro in mano. Stiamo provando a fare alcune cose per sostenere la lettura: finanziare, ad esempio, con una cifra a fondo perso, quei giovani che vogliono aprire una nuova libreria in periferia e impedire con misure di sostegno la scomparsa di librerie nei centri storici».

Per quanto riguarda la regione, «in dieci mesi di Ministero sono stato più volte in Puglia e ci ritornerò – dice il ministro – Il MarTa, il Museo Archeologico di Taranto, costituisce uno dei più rilevanti del suo genere e stiamo riflettendo su come potenziarlo con nuovi spazi. Sono stato al museo di Altamura e nella cava abbandonata di Pontrelli, dove sono state rinvenute impronte di dinosauri che gli studiosi fanno risalire al periodo Cretaceo (70 milioni di anni fa). Ritengo un unicum per bellezza e valore storico, il Castel del Monte, voluto da Federico II. Non si può assolutamente dire cosa ti conquisti di più, le pietre parlano e ciascuna racconta una storia degna di nota».

«In generale penso che la Puglia abbia un grande potenziale culturale che le viene dal lascito di grandi civiltà»
, afferma Sangiuliano, sottolineando che «però, deve essere valorizzato in termini di servizi. Non basta avere ma, in conformità all’articolo 9 della Costituzione, occorre tutelare e valorizzare, promuovere anche attraverso i nuovi strumenti della multimedialità. Dobbiamo costruire circuiti culturali e museali moderni e attrattivi». E ricorda che «con lo schema di decreto varato in Consiglio dei Ministri, abbiamo in effetti portato da 44 a 60 il numero dei musei autonomi» nella regione. «Tra questi c’è il Castello Svevo di Bari sul quale puntiamo per creare un importante e articolato polo museale. L’autonomia significa maggiori risorse, capacità di spesa più immediata e maggiore managerialità nella gestione». Su cosa vorrebbe veramente aver inciso a fine del suo mandato da ministro? «Mettere la cultura al centro e fare del nostro Mezzogiorno un epicentro di cultura globale che sia anche occasione di sviluppo e crescita socio economica», conclude.

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