Consiglio delle autonomie locali, Pagliaro: “Istituire quello che prevede la legge regionale del 2006, sulla carta da 17 anni”

[epvc_views]

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani:

«Coinvolgimento e partecipazione dei territori nelle scelte che incidono sul loro futuro: su questi due binari dovrebbe procedere l’azione amministrativa delle Regioni. Lo dice la Costituzione: nel 2001 è stato aggiunto un ultimo comma all’articolo 123, che prevede l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali come organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali. In Puglia si è dato seguito con la legge 29 del 2006, rimasta però sulla carta«.

«Ecco perché, con una mozione, chiedo che la giunta Emiliano si impegni a dare attuazione a questa legge e ad istituire il Consiglio delle Autonomie Locali. Il CAL è un organo di raccordo tra Regione ed enti locali, mai come oggi necessario per governare i territori in maniera efficace. Così non è in Puglia, anche a causa di una particolare estensione (865 chilometri di coste dal capo di Leuca al Gargano) ma soprattutto per le diversità che sussistono fra le tre diverse Puglie accorpate. Non a caso la Puglia, fin dall’epoca angioina, era stata divisa in Terra d’Otranto, Terra di Bari e Capitanata. Tre aree geografiche distinte, con diverse identità storico-politiche e culturali e differenti e peculiari esigenze amministrative«.

«Da qui parte la mia mozione, con l’intento di garantire ai territori il diritto ad avere voce in capitolo nelle decisioni che incidono sulla vita e sul destino delle comunità, per un’azione amministrativa più efficace e sostenibile in ambito sociale, economico e ambientale. L’articolo 45 dello Statuto della Regione Puglia prevede l’istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali come organo di rappresentanza e partecipazione degli enti locali al governo del Regione, la legge c’è già da 17 anni ma il paradosso è che non si mette in atto«.

«Eppure dai territori, in particolare dal Salento e dal Foggiano che coincidono con le antiche Terra d’Otranto e Capitanata, si fa sempre più forte la rivendicazione di un’identità e di un orgoglio territoriale mortificato da politiche regionali sbilanciate verso Bari e disattente ai bisogni delle periferie. Il Consiglio delle autonomie locali, con la riorganizzazione della macchina amministrativa regionale articolata nelle tre macro aree Terra d’Otranto, Terra di Bari e Capitanata, può essere la risposta a questa richiesta di maggiore attenzione ad avere stesse opportunità, stessi diritti e stessi servizi, che proviene da tutti i territori delle Puglie».

News dal network

Promo