Conserva: “il centrosinistra boccia la sua stessa pdl; le lunghe liste d’attesa vanno bene cosi’ come sono”

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 “Inaspettatamente la proposta di legge che avrebbe favorito l’abbattimento delle liste d’attesa nella sanità pugliese non è stata votata da quella stessa maggioranza che aveva sottoscritto la pdl diverso tempo fa e presentata in consiglio regionale. La Lega si era resa artefice di un anticipo della sua discussione in aula. In quella pdl si chiedeva di responsabilizzare, con la decadenza, i direttori generali in base al loro modus operandi alla base della gestione delle liste d’attesa nella sanità pugliese. Votare contro questi presupposti vuol dire che la situazione alla maggioranza di centrosinistra fondamentalmente piace così com’è”.

Giacomo Conserva, capogruppo della Lega in consiglio regionale, esprime la sua contrarietà per la bocciatura del provvedimento. “La legge sarebbe stata solo un recepimento di un’altra legge regionale e soprattutto della normativa nazionale vigente. Non hanno voluto assumersi la responsabilità di cambiare un sistema ormai logoro, ingolfato”, prosegue Conserva. “Con questo voto contrario, dicono che la situazione va bene così”. Non basta. Ancora il capogruppo Lega: “nell’ultimo bilancio sono stati inseriti 30 milioni proprio per l’abbattimento delle liste d’attesa. Sono trascorsi dieci mesi da allora, non è stato speso un solo euro di quei 30 milioni e non è stata fatta una pianificazione. E’ una maggioranza che si appiattisce sull’inerzia evidente di un assessore, attaccato in aula in maniera legittima da un consigliere di opposizione che gli aveva fatto notare la pessima gestione della sanità pugliese e che anziché fornire risposte lo ha insultato”. Gli fa eco Fabio Romito, consigliere della Lega: “Siamo riusciti a far approdare in aula la discussione di una norma che si occupa di sanità e mi assumo la responsabilità di questo; i malati hanno il diritto di non accedere alle agende ordinarie, le agende Cup, ma essere inseriti in un’agenda a loro dedicata. Le norme sono già esistenti, si tratta solo di applicarle.

Si tratta di snellire le procedure che consentono l’accesso rapido alle prestazioni per questi malati che, in caso contrario, vedrebbero deteriorarsi le loro già precarie condizioni di salute”. Romito dichiara che “si tratta di applicare semplicemente un procedimento di decadenza del direttore generale e di prevederlo per legge; se le agende dedicate ai malati sono sature allora si può scegliere uno specialista per una visita all’interno della struttura ma si deve porre un limite comunque alle prestazioni private, scegliendo tra pubblico e privato”. Il capogruppo Conserva conclude: “E’ una maggioranza che si chiude a riccio nella difesa tout court dei direttori generali Asl che mostrano scarsa capacità e preparazione. Questo accade perché le nomine sono frutto di decisioni politiche, non vi si accede per concorso”.

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