Brindisi, estorsione a medico, resta in carcere operatore del 118

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Nessun complice, nessun altro indagato. Soprattutto, al momento nessun video sulla cui esistenza, a questo punto, persino gli inquirenti nutrono seri dubbi. Convalidato l’arresto a margine dell’udienza di lunedì mattina, resta in carcere l’operatore del 118  accusato di estorsione aggravata ai danni di un medico. A suo carico, ora, c’è anche un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Barbara Nestore. Era stato il professionista a denunciare il “collega di soccorso” agli agenti del commissariato di polizia di Mesagne che, guidati dal vice questore Giuseppe Massaro e coordinati dalla Procura di Brindisi, avevano messo in trappola il presunto estorsore. Il giovane era stato bloccato nel parcheggio dell’ospedale Dario Camberlingo di Francavilla Fontana subito dopo aver ricevuto dalla vittima la somma di 1500 euro in contanti, piccola parte di una richiesta complessiva di circa 8mila euro.

Tanto serviva per tenere segreto quel fantomatico filmato, girato non si sa da chi, che avrebbe registrato una manovra di soccorso eseguita da medico e operatore intervenuti su un incidente stradale avvenuto in provincia agli inizi di novembre.

Se in un primo momento, comunicato alla mano, Procura e Polizia ipotizzavano la presenza di presunti complici, ora si fa strada l’ipotesi che il 30enne abbia agito da solo e che, a questo punto, non esista alcun filmato compromettente, per un piano estorsivo ordito ai danni di un medico che, anche quel giorno, avrebbe semplicemente fatto il suo lavoro. L’operatore del 118, convalidato l’arresto in flagranza, resta rinchiuso in carcere.  Lo ha ordinato il Gip Barbara Nestore su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Denozza. L’indagato è difeso dall’avvocato Antonio Maria Tondo

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