Corte dei Conti, rapporto su Istituto previdenza giornalisti italiani

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«La richiamata disciplina normativa ha posto in capo all’Inpgi l’onere di provvedere, entro il 31.01.2023, alla modifica dello Statuto e regolamenti al fine di adeguare l’assetto organizzativo dell’Istituto alla rinnovata funzione. Stante la perdurante inerzia dell’Inpgi, in data 31.03.2023, con decreto di Ministero Lavoro e Ministero Finanze è stato nominato Commissario ad acta l’attuale presidente del Collegio sindacale dell’Ente, con il compito di sottoporre un testo, entro 90 giorni dalla nomina,  ai Ministeri vigilanti. Al momento della predisposizione della presente relazione non risultano ancora approvati né lo Statuto né le ulteriori modifiche richieste dalla norma. Al riguardo questa Corte ribadisce la raccomandazione in ordine alla necessità, non più procrastinabile, dell’avvio tempestivo delle relative iniziative».

E’ quanto si legge nella delibera della Corte dei Conti sulla gestione finanziaria, anno 2021 , dell’Istituto nazionale previdenza dei giornalisti italiani Giovanni Amendola(INPGI).

Istituto riconosciuto con Regio decreto n.838 del 23 marzo 1926, fino al 30 giugno 2022 ha attuato la previdenza e assistenza in favore degli iscritti all’Albo dei Giornalisti e nel Registro dei Praticanti tenuto dall’Ordine dei Giornalisti.

Con riferimento alla gestione principale sono stati, nel corso degli anni, ratificati numerosi provvedimenti volti a ristabilire “ un equilibrio finanziario gravemente compromesso in ragione, soprattutto, della crisi strutturale del settore dell’editoria”. 

A seguito di esito negativo di tali tentativi con Legge n.234/2021 si stabilisce che, allo scopo di tutelare le prestazioni previdenziali dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro dipendente, con effetto dal 1° luglio 2022 l’INPS acquisisca la competenza assicurativa e previdenziale degli stessi lavoratori e subentri all’INPGI nei relativi rapporti.

La Gestione separata(Inpgi 2) finalizzata alla liquidazione per gli iscritti con il metodo  di calcolo contributivo, della pensione di invalidità, vecchiaia e superstiti non pone problemi di sostenibilità, tenuto conto che il rapporto tra obbligati e pensionati è di 20,67 e l’ammontare medio delle pensioni erogate è di 2.263 euro mensili.

Nel 2021 i costi complessivi per gli Organi sociali gravati sulla Gestione sostitutiva si attestano a 0,943 milioni di euro(1,320 euro nel 2020) segnando un decremento pari al 28,57 % sul precedente anno, caratterizzato dalle spese per lo svolgimento delle elezioni : 270.67 euro.

Il totale delle spese per gli Organi della Gestione separata è di 197.211 euro(490.133 euro nel 2020) con una differenza in diminuzione di 292.922 euro, corrispondenti agli oneri sostenuti per l’espletamento delle elezioni dell’anno precedente.

«Pur prendendo atto del miglioramento registrato rispetto al 2020—scrivono i Giudici contabili—si osserva che l’andamento negativo dei costi rilevati negli ultimi anni è stato condizionato, tra l’altro, dalla complessa articolazione degli Organi sociali, che non appare peraltro funzionale ad assicurare l’efficacia dell’azione dell’Ente. I limiti introdotti alle spese di missione trasporto e soggiorno, inoltre, non sono stati sufficienti a contenere i costi, tuttora elevati, dei rimborsi spese. Si raccomanda, pertanto, una più razionale composizione degli organi di vertice, che valorizzi la funzione di indirizzo e controllo nonché le competenze professionali e razionalizzi la gestione della spesa per gli Organi».

Il direttore generale tutt’oggi in carica—a cui viene corrisposta una retribuzione complessiva di 253.223 euro, oltre gli oneri previdenziali e assistenziali(85.785 euro) e il trattamento di fine rapporto(20.113 euro)– è stato nominato dal Consiglio di amministrazione il 22 aprile 2013.

«La Corte—è scritto nella determinazione—invita l’Inpgi a valutare l’introduzione di meccanismi che assicurino il rispetto dei principi di trasparenza e rotazione nella assegnazione di incarichi dirigenziali di vertice».

Gli oneri complessivi per il personale non dirigenziale, costituiti dai costi del personale di struttura, del personale della gestione commerciale e dagli incentivi all’esodo, risultano in aumento di 317.225 euro.

«Questa Corte—rilevano i Magistrati—osserva che l’aumento del costo medio del personale, peraltro già elevato, nonostante la diminuzione del numero dei dipendenti, non appare in linea con i principi di oculata gestione interna delle risorse».

In merito alla Gestione sostitutiva, nel 2021, si evidenzia un incremento dei ricavi generali della gestione previdenziale e assistenziale dell’1,93% mentre i costi complessivi sono aumentati del 2,52% e quindi il saldo raggiunge il dato negativo di meno 190,57 milioni di euro nel 2021(meno188,408 mln euro nel 2020).

Il risultato complessivo di esercizio nel 2021 fa registrare un disavanzo di 201,17 milioni di euro, derivante da un peggioramento del disavanzo della gestione previdenziale e assistenziale, passato a meno 190,57 milioni di euro, e a un contemporaneo miglioramento della gestione patrimoniale, in aumento rispetto al 2020 per 20,19 milioni di euro.

Nel 2021 il patrimonio netto, composto dalla riserva di garanzia IVS, dalla riserva generale e dal risultato di gestione dell’anno  consiste in 1.104,757 milioni con una diminuzione del 15,78% a fronte del 2020.

La relazione della Corte dei Conti  è stata inviata ai presidenti del Senato e Camera dei Deputati.

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