Brindisi. Imprenditori uccisi 20 anni fa, arrestato “distrussi corpo”

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«Non sono stato io a uccidere Salvatore Cairo: trovai il suo cadavere in una pozza di sangue e lo feci a pezzi con una motosega perché fui preso dal panico: se avessi chiamato la polizia o i carabinieri, nessuno mi avrebbe creduto. Quella motosega la gettai in un pozzo assieme alla testa e sono in grado di portarvi in quel luogo».

E’ la dichiarazione, riportata da alcuni quotidiani locali, che nella tarda serata di ieri ha reso ai giudici della corte d’assise di Brindisi il 57enne Enrico Morleo, in carcere dal 3 marzo del 2022 con il fratello 58enne Cosimo, con l’accusa di avere ucciso, con l’aggravante del metodo mafioso, gli imprenditori Salvatore Cairo e Sergio Spada, entrambi attivi nel settore del commercio delle pentole e degli articoli per la casa.

Secondo le indagini, Cairo, il cui corpo non è stato mai ritrovato, venne ucciso il 6 maggio del 2000; Spada fu assassinato con un colpo di pistola l’11 novembre dell’anno successivo. Enrico Morleo ha anche indicato agli inquirenti il luogo in cui avrebbe distrutto il cadavere e il 20 dicembre prossimo si terrà un sopralluogo nella zona.

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