Proposta di Legge su gestione servizio idrico. FdI: “Con l’acqua non si scherza, cosa ha in mente Emiliano?

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Dichiarazione congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro).

«L’acqua e la sua gestione è un tema che ci sta particolarmente a cuore. Proprio per questo auspichiamo che venga istituita al più presto la Commissione per il monitoraggio, controllo e indirizzo delle politiche regionali in materia di tutela e gestione della risorsa idrica’, proposta da Fratelli d’Italia e approvata un mese fa da tutto il Consiglio regionale. Quindi a maggior ragione non possiamo che garantire fin d’ora tutta la nostra collaborazione alla Proposta di Legge del collega Fabiano Amati, che punta alla ‘Costituzione del Comitato per il controllo di Acquedotto pugliese spa e gestione in house del servizio idrico integrato’. Ma sull’acqua non si scherza! Deve essere chiaro fin d’ora che non siamo interessati a sederci a un tavolo dove qualcuno ha già il ‘piatto pronto’ da servire. Per essere più chiari: prima di analizzare il testo della PDL è importante sapere se stiamo facendo un lavoro con il quale costruiamo insieme il percorso più favorevole alla Puglia o se, invece, in parallelo il Governo Emiliano, con il management dell’AQP, sta immaginando ‘altro’ per la gestione dell’acqua».

«Ferma restando la nostra collaborazione, quindi, un consiglio spassionato che intendiamo dare alla maggioranza consiliare e ai proponenti della PDL: venga prima il presidente Michele Emiliano a spiegare come intende in futuro gestire il bene più prezioso e se per questo immagina un futuro pubblico o dà già per scontato una gara europea. Perché se non facciamo chiarezza su questo, tutto l’egregio lavoro che potremo fare in Commissione e poi in Consiglio non servirà a nulla, se non conosciamo ciò che ha in mente Emiliano e il suo entourage che continuano a operare a colpi di delibere senza sentire minimamente la necessità di coinvolgere il Consiglio regionale. Del resto, in questi mesi ne abbiamo sentite e viste così tante che ora preferiamo essere più prudenti: dall’acqua dall’Albania, alla multiutility, passando dalla famigerata società che avrebbe messo insieme AQP-AGER-ASECO, anche in quest’ultimo caso siamo stati facili profeti (non si poteva fare! Ma all’epoca noi eravamo soli ed emarginati a sostenere questa tesi).»

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