Cittadini prima che pazienti: l’assistenza territoriale tra nuovi approcci e strutture nel XVII congresso Card Puglia

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“Un grande momento di confronto con tutti gli operatori sanitari che lavorano sul territorio. Ci avviciniamo ad un momento di svolta per il sistema territoriale, ad una rivoluzione della presa in carico del paziente”. Sono le parole della dott.ssa Rosella Squicciarini responsabile scientifica del XVIII Congresso CARD Puglia che si è tenuto oggi, 14 dicembre, all’Hotel Excelsior di Bari.

Tra i temi affrontati il ruolo dei Distretti Socio Sanitari nella riorganizzazione dei Servizi Territoriali di assistenza, l’attivazione degli Ospedali di comunità e delle Case di Comunità in Puglia, la figura dell’infermiere di famiglia e la nascita delle centrali operative territoriali. “La governance dell’assistenza territoriale tra PNRR, DM 77 ed equità” il titolo del congresso presieduto dai responsabili scientifici Direttore del Dipartimento di Assistenza Territoriale della Asl Bari, dott.ssa Rosella Squicciarini, e il Presidente CARD Toscana e Direttore Sanitario Asl Bari, dott. Luigi Rossi. CARD è la Confederazione Associazioni Regionali di Distretto e società scientifica delle attività territoriali che riunisce tutte le persone qualificate e interessate a collaborare per la valorizzazione delle organizzazioni e dei professionisti operanti nelle organizzazioni di servizi territoriali.

“A breve saremo testimoni di un cambio radicale dell’assistenza territoriale, abbiamo notato tutti durante il Covid le falle del sistema di assistenza. Da qui siamo partiti per mettere un punto fermo e iniziare a creare percorsi virtuosi che mirano a ridurre la burocrazia e a prendere in carico il paziente in maniera più attiva” prosegue Rosella Squicciarini.

Un cambio di rotta dell’assistenza con un approccio che predisporrà una sanità di prossimità. “Abbiamo bisogno di una evoluzione della sanità che può avvenire solo attraverso la revisione dei modelli di assistenza, per accompagnare il cittadino a 360 gradi e promuovere un cambio culturale. Il PNRR non può e non deve essere un’altra occasione persa ma al contrario può rappresentare l’occasione opportuna per colmare quelle lacune assistenziali e sociali del nostro Sistema Sanitario emerse ancor più dopo il Covid.

Il nuovo sistema di assistenza cambierà la presa in carico del paziente. Sarà messa in campo una presa in carico multidisciplinare, una presa in carico a 360 gradi del paziente dal punto di vista sanitario e sociosanitario. Forse dovremmo definirla la presa in carico del cittadino. Interverremo in termini di prevenzione soprattutto sulle patologie croniche che portano ad un invecchiamento precoce a vantaggio della qualità della vita del cittadino e dell’efficienza di tutto il sistema sanitario” conclude la dott.ssa Rosella Squicciarini.

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