“Bioumanesimo di Puglia”, memorie, legami e comunità

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È una Puglia inedita, virtuosa ed ecosostenibile quella che Melania Petriello e la fotografa Chiara Pasqualini raccontano nel volume ‘Bioumanesimo di Puglia’.

Il libro fotografico riunisce le realtà sostenibili della Puglia, i volti e le storie di chi ama e preserva il territorio.

    Diversi i temi e le realtà raccontate: dall’antica pratica ecosostenibile della lavorazione del giunco, tipica del Capo di Leuca, alla rigenerazione urbana del quartiere Paradiso di Brindisi grazie anche al contributo della street art, passando per una cooperativa agricola che pratica l’aridocoltura per risparmiare risorse idriche e abbattere il consumo di plastica delle canalette, fino alla rigenerazione dei boschi e delle antiche quercete in chiave di turismo sostenibile.Il risultato è un affresco della Puglia, un mosaico di volti e storie che spesso non balzano agli onori delle cronache ma che sono un simbolo di lavoro laborioso per il bene del territorio pugliese.

    Il progetto, nato da un’idea dell’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio, in collaborazione con Melania Petriello e Chiara Pasqualini e insieme al Teatro Pubblico Pugliese, rientra tra le azioni e interventi programmati nell’ambito della promozione del territorio e delle sue eccellenze, realizzato dalla Regione Puglia.

«Questo progetto – ha dichiarato alla presentazione del volume Anna Grazia Maraschio nasce per far emergere i mondi nascosti di questa regione, le storie minime, i volti delle donne e degli uomini in grado di insegnare l’amore per il lavoro e la propria terra, i luoghi che resistono e che si trasformano ma sempre rispettando gli ecosistemi, il paesaggio, le relazioni sociali. Un affresco – prosegue l’assessora – dove natura e uomo sono uniti in una simbiosi d’amore.

C’è un filo conduttore che unisce le storie di questo libro: i protagonisti sono tutte persone che conoscono a fondo il territorio e per questo lo preservano, ne conoscono le fragilità e il potenziale di valorizzazione, che è al tempo stesso simbolo di economia circolare, tutela delle aree protette, rigenerazioni di luoghi degradati. Ecco, quindi, un parco preservato da chi lo vive, delle campagne desertificate e rese fertili da un gruppo di ragazzi pugliesi di ritorno dal Nord, una pianta umile e dimenticata, come il giunco, che se modellata nelle giuste mani può diventare un prodotto in grado di varcare i confini del mondo. La forza di questa terra è data proprio dalle persone che la vivono e dalle storie sommerse che possono raccontare. Sono loro il miglior capitale su cui investire».

    «È un viaggio dentro la relazione profonda tra le persone e l’ambiente che abitano – ha spiegato Melania Petriello –. Un omaggio alla dignità del lavoro, alla forza di una visione, alla sostanza dei desideri. Ci hanno guidato l’entusiasmo e la pervicacia delle persone incontrate, la generosità dei luoghi, l’ascolto e l’accoglienza come pratiche di conoscenza e ricchezza”. “Ai nostri occhi si rivelato un umanesimo fatto di storie incredibili e potentissime – ha commentato Chiara Pasqualini – tanto da essere capaci di ricalibrare gli equilibri delle persone che ascoltano e farle tornare a una nuova, eppure antica concezione di vita». (ansa)

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