Disturbi alimentari. Gruppo Pd presenta mozione per impegnare la Giunta contro il taglio ( del Governo nazionale) di 25 milioni

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Il gruppo consiliare del Pd, con prime firmatarie la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone, e la consigliera Lucia Parchitelli, ha presentato una mozione contro la decisione del governo Meloni di tagliare 25 milioni di euro del Fondo per i disturbi alimentari. La mozione sarà discussa al prossimo consiglio regionale.

Questa impegna la giunta regionale ad attivare ogni misura necessaria e un’interlocuzione con il Governo, al fine di promuovere, con urgenza e nel minor tempo possibile, il rifinanziamento  del Fondo ed a provvedere, con urgenza, all’emanazione dei decreti attuativi, necessari per l’inserimento dei disturbi alimentari nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

«Ci opponiamo a questa scelta irrazionale del governo – afferma Capone – che lascia soli e senza cura migliaia di giovani, il 90 per cento donne. Una scelta che interrompe un percorso virtuoso che in Puglia, grazie anche al fondo ministeriale, aveva permesso di investire per ampliare i servizi di cura, prevenzione e riabilitazione. Ma la questione riguarda tutta l’Italia, sono oltre 3 milioni e 600 mila persone che soffrono di disturbi alimentari con un aumento del 35 per cento dopo il Covid.  Siamo anche preoccupati – aggiunge Capone – per il futuro occupazionale di centinaia di operatori ai quali a causa dei tagli non sarà possibile rinnovare il contratto. Inoltre e non meno importante, sollecitiamo affinchè i disturbi alimentari vengano finalmente riconosciuti tra i Lea».

«In Italia ci sono 3 milioni di persone in cura per anoressia, bulimia e binge eating – spiega Lucia Parchitelli- Sono tutti disturbi dell’Alimentazione e rappresentano un enorme problema con grandi ricadute economiche sulla Sanità pubblica, ma soprattutto sulle famiglie perché nel nostro Paese i Centri specializzati in questo settore sono pochi e mal distribuiti sul territorio nazionale. Il governo di Destra, in ben altre faccende interessato – aggiunge Parchitelli – non solo non pensa di creare una Rete di cura del Servizio Sanitario Nazionale, ma addirittura non lo rifinanzia. Tale mancanza è molto grave perché ostacola l’azione di prevenzione e gestione di tali disturbi, che invece rappresentano un problema sempre più significativo per la Sanità in Italia, e che come tale va affrontato e risolto».

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