Don Antonio Coluccia, «la politica deve sapere fare selezione»

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Le riflessioni del nuovo procuratore generale presso la Corte d”Appello di Bari, Leonardo Leone de Castris, espresse ieri 27 gennaio nel corso dell”inaugurazione dell”anno giudiziario, «la politica non candidi chi è vicino ai clan», sono condivise anche da don Antonio Coluccia, il sacerdote impegnato da anni nel contrasto alla criminalità organizzata, e che vive sotto scorta.

Don Antonio Coluccia ha partecipato ad un”iniziativa ad Ostuni, in provincia di Brindisi, nell”ambito delle celebrazioni in onore di San Sebastiano protettore della Polizia Locale.

“Quello che ha detto il procuratore De Castris è molto importante. Un esponente politico – ha riferito don Antonio – si candida per attuare quello che è il bene comune. Se uno si candida ben sapendo di essere legato ai clan parte in maniera sbagliata e non deve essere assolutamente candidato. Ritengo che la politica deve saper fare selezione, discernimento”. Il sacerdote, originario della provincia di Lecce e che vive a Roma, da tempo promuove con la sua opera Don Giustino, attività sociali per distogliere i più giovani da quelli che sono i richiami delle associazioni criminali, anche di stampo mafioso.

Il 29 agosto scorso il sacerdote salentino fu vittima di un agguato durante una fiaccolata per la legalità. “La scuola ha un ruolo determinante contro la criminalità. Attraverso la cultura – ha concluso – la criminalità perde il consenso. La cultura afferma il bene. Il bene dell”altro e del territorio». (ansa)

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