Brindisi, inchiesta Costa Morena: assolto Patroni Griffi

37 Visite

Non vi furono reati per la ristrutturazione della stazione marittima di Costa Morena Ovest nel porto di Brindisi. Lo ha stabilito il Gup del Tribunale di Brindisi che ha assolto il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi. Prosciolti altri sei imputati nel procedimento, tra i quali l’ex presidente del Consorzio Asi Domenico “Mimmo” Bianco di Francavilla Fontana.

Il pubblico ministero Raffaele Casto aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione e 27mila euro di multa a carico di Patroni Griffi, difeso dagli avvocati Luciano Marchianò e Carlo Paliero.

Patroni Griffi aveva optato per il rito abbreviato, mentre gli altri imputati per l’ordinario. Ne sono usciti tutti indenni nel corso della prima udienza: per il giudice Vittorio Testi nessun rinvio a giudizio.

L’accusa sosteneva, a vario titolo, che fossero stati eseguiti interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio senza il previo e relativo accertamento di conformità, oltre all’esecuzione di opere su beni paesaggistici senza autorizzazione e la lottizzazione abusiva.

Per Bianco solo il falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Secondo la Procura, non si sarebbe potuto costruire un terminal passeggeri a Costa Morena Est in quanto quell’area era destinata ai traghetti merci (secondo quanto stabilito in un’assemblea generale dei lavori pubblici il 15 novembre 1974).

Sono stati prosciolti, oltre a Bianco: Francesco Di Leverano, di Brindisi, dirigente dell’Area tecnica dell’Autorità portuale; Mario Valente, di Gaeta (Latina), già commissario straordinario dell’Autorità portuale di Brindisi; Cristiana Casilli, di Lizzanello (Lecce), dipendente tecnico dell’Autorità portuale e direttore dei lavori in questione; Devis Rizzo di Este (Padova), rappresentante legale dell’associazione temporanea di impresa aggiudicataria dell’appalto ed esecutrice materiale delle prime opere edili finalizzate alla riqualificazione della struttura di Costa Morena – ristrutturazione ed ampliamento; Francesco Caroli, di Cisternino, rappresentante legale dell’impresa incaricata di gestire il cantiere e supportare attività di verifica volte al puntuale riscontro delle opere incluse nel verbale di consistenza redatto il 16 novembre 2018.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Domenico Attanasi, Massimo Manfreda, Vito Epifani, Vincenzo Macari, Amilcare Tana, Alfredo Zabeo, Leonardo Conserva, Gaetano Cimaglia.

Intanto, però, è stato perso un finanziamento pubblico da 15 milioni di euro. Caustico il commento del consigliere regionale di “Azione” Fabiano Amati.

«Sono felice – dice Amati – per l’assoluzione di Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Autorità di sistema portuale: da un punto di visto tecnico l’accusa era inverosimile, oltre che insussistente, come ha accertato il GUP. Sono però molto triste per Brindisi, poiché come conseguenza di questa vicenda c’è la perdita di un finanziamento vitale per la ristrutturazione del terminal di Costa Morena ovest. Sono stati buttati al vento 15 milioni di euro, all’interno di un’ipotesi d’inquisitio generalis, suscitata o adiuvata dal rumore incompetente dei soliti no-a-tutto. Chi paga per tutto questo? Mi piacerebbe chiedere agli stessi no-a-tutto, che peraltro hanno per metodo l’invocazione dell’ufficio del Pubblico ministero come iniziativa politica, quando tutte quelle perseguite sono risultate inconsistenti. Ma poi arriva per fortuna il Giudice, respinge la tesi del Pubblico ministero e la vicenda si chiude con l’assoluzione degli imputati. Tutto bene? Sì, per le persone coinvolte, ma per Brindisi la solita condanna all’irrilevanza, perché ciò che perde non lo può recuperare». (antennasud)

News dal network

Promo