Ospedale Monopoli-Fasano. Amati: “Tutto tace. Eppure ci sono due pareri legali che dicono come fare”

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Dichiarazione del consigliere regionale, Fabiano Amati:

«Sui lavori di realizzazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano tutto tace. E tutto tace. Ma lo vogliamo capire che nel giro di qualche mese bisogna aprire perché non si può continuare così? Ma tutto tace. Nonostante abbia mandato due mail per chiedere notizie, senza ricevere alcuna risposta. Forse che, non rispondendo i burocrati sanitari della ASL Bari, vogliano addebitarsi anche la colpa grave in un’eventuale responsabilità per danno erariale? Chissà! Staremo a vedere».

«Tutto tace sui lavori. Partecipazione Italia, del gruppo Webuild (quelli che nientedimeno dovrebbero fare il ponte sullo Stretto e si sono proposti per risolvere il problema dello stadio di San Siro), ha prima dichiarato il fine lavori, poi sottoscritto un verbale della direzione lavori sulla non veridicità di quella dichiarazione e ora continua a fare i lavori di completamento. Insomma, finiti o non finiti questi lavori? Ovviamente non finiti. E la ASL che ha? Nulla. Tace. Non prende posizione, magari risolvendo il contratto (come è espressamente previsto), assegnando il completamento ad altra impresa. Ci sono decine di norme da poter invocare per questa necessità. Consente all’impresa di continuare i lavori – sia pur con poche maestranze e lentamente (nemmeno l’intelligenza di approfittare) – così alla fine potranno dire di aver comunque finito e mettere sulla bilancia il conto e sottrarsi dalle penali, magari chiedendolo al CCT sempre generoso per le ragioni dell’impresa. Cos’altro non fa la ASL? Non fornisce un cronoprogramma. Non impugna le vecchie decisioni del CCT, ritenute abnormi dalla direzione lavori e da diverse dichiarazioni del vecchio RUP. E perché? Magari per far scadere i termini legali? Speriamo di no. Eppure sulla fondatezza dell’impugnativa si sono espressi ben due legali molto bravi, pagati dalla ASL, uno in quanto supporto al vecchio RUP e l’altro incaricato, probabilmente per non darlo molto a vedere, sotto una generica necessità di conseguire pareri sui fondi ex art. 20.
“Ma il bello di tutto questo è che i burocrati sanitari pensano di poter tenere la polvere sotto i tappeti, non cogliendo che la pubblica amministrazione è un grande orecchio di Dionisio e se dici qualcosa allo specchio si è già in due a saperlo
».

«Io sono molto arrabbiato per questo andamento perché si tratta di un ospedale. Perché tutte queste questioni, di valore burocratico, hanno come conseguenza notevoli ritardi nella cura delle persone. Mi stupisco di non vedere un alto grado di determinazione, considerato che i Consiglieri regionali, la direzione lavori e la ASL giocano nella stessa squadra. I rappresentati dell’impresa, evidentemente poco esperti dell’ordinamento dello Stato, si lamentano di una notevole attenzione della parte committente (i cittadini attraverso i suoi rappresentanti) nei confronti dell’andamento dei lavori. Cose da pazzi. Ma per le cose di casa loro, pagate di tasca loro, si metterebbero a giustificare e strapagare i fornitori inadempienti rispetto al contratto? Penso di no. E se capissero che si tratta di un ospedale, che può servire a noi e anche a loro, si comporterebbero in questo modo?  Aspetto ancora qualche giorno per attendere segnali di buona volontà, trascorsi i quali intraprenderò nuove e più ampie azioni amministrative.»

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