Mancanza di personale nel settore della ristorazione : Lo Chef Carra risponde

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La sfida della mancanza di personale nella ristorazione è un problema che affligge da tempo il settore. Abbiamo incontrato  lo chef Donato Carra, Maestro  dell’ospitalità  e dell’enogastronomia internazionale,  per comprendere meglio l’impatto di questa situazione  esaminando  la cronica mancanza di personale specializzato e la situazione delle scuole alberghiere, che spesso non offrono sufficienti opportunità di tirocinio. 

Chef la mancanza di personale nel settore della ristorazione è diventata un vero problema  ?

«La mancanza di personale nel settore della ristorazione è diventata una sfida sempre più evidente negli ultimi anni. La domanda di professionisti qualificati supera di gran lunga l’offerta disponibile sul mercato del lavoro. Questa carenza  si manifesta a tutti i livelli, dal personale di cucina al personale di sala. Le ragioni sono diverse e complesse. Da un lato, il settore della ristorazione richiede un impegno fisico e mentale notevole, con orari irregolari e una pressione costante durante i servizi. Dall’altro , molti giovani preferiscono cercare opportunità lavorative in altri settori, come il turismo o l’intrattenimento, che offrono maggiori possibilità di crescita professionale e salari più alti. Inoltre, la mancanza di investimenti nelle scuole alberghiere e la scarsa disponibilità di opportunità di tirocinio rendono difficile per i giovani acquisire le competenze necessarie per entrare nel settore della ristorazione. Per affrontare  e vincere questa sfida, è necessario promuovere una maggiore valorizzazione delle professioni legate alla ristorazione e migliorare le opportunità di formazione e tirocinio per i giovani interessati a intraprendere una carriera in questo settore».

Nello specifico quale potrebbe essere la causa principale della carenza di personale specializzato ?

«Innanzitutto, la mancanza di interesse dei giovani per le professioni culinarie e alberghiere o la visione romanzata che riporta a tanti show televisivi . La percezione comune che lavorare in cucina o nel settore della ristorazione sia faticoso, poco gratificante e poco remunerato  ha portato a una carenza di personale in questo settore. Inoltre, la mancanza di formazione adeguata e di opportunità di tirocinio nelle scuole alberghiere. Spesso i giovani diplomati escono dagli istituti alberghieri  senza avere acquisito le competenze pratiche necessarie per affrontare il mondo del lavoro. Questo crea una disparità tra la teoria appresa a scuola e la pratica richiesta sul campo. Per affrontare questa sfida, è necessario, a mio avviso, promuovere l’immagine delle professioni culinarie e alberghiere, migliorare la formazione nelle scuole alberghiere e creare più opportunità di tirocinio per i giovani».

Come si potrebbe migliorare il gap tra formazione e accesso al mondo del lavoro?

«Molte scuole alberghiere si trovano in aree geografiche che non sono considerate “hotspot” gastronomici, riducendo ulteriormente le possibilità di inserimento dei giovani diplomati nel settore. Sarebbe estremamente utile investire nella formazione pratica degli studenti e stabilire una partnership con le aziende del settore per garantire una migliore preparazione e un più agevole accesso al mercato del lavoro.

Inoltre, è fondamentale creare una cultura del lavoro positiva e attraente nel settore ma pur sempre realistica  al fine di formare e trattenere il personale qualificato. Fanno parte del pacchetto salari adeguati e orari che consentano una migliore conciliazione vita lavoro come già avviene all’estero. La ristorazione è un settore vitale per l’economia e la cultura di un paese, quindi è essenziale trovare soluzioni innovative e sostenibili per garantire la presenza di personale specializzato. È importante riflettere su come tutti possiamo contribuire a promuovere la passione per la ristorazione e creare un ambiente in cui i giovani aspiranti chef e tutto il personale di cucina  possa prosperare»

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